Ciancimino a Sky TG24: rischio la vita, lo Stato mi protegga

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Il figlio dell'ex sindaco di Palermo, testimone e imputato nel processo sulla trattativa Stato-Mafia: “In questo momento sono l’anello debole del sistema”. Poi spiega: “I patrimoni mafiosi sono dietro a grandi nomi della finanza, a livello europeo”

“In questo momento io sono l’anello debole del sistema del processo sulla trattativa. Credo che sia compito della magistratura e dello Stato difendere anche il peggior criminale, se è in pericolo di vita, a prescindere dai fatti e dagli errori commessi dal soggetto da tutelare.” Lo ha detto il testimone di giustizia e imputato nel processo sulla trattativa Stato-Mafia Massimo Ciancimino in un’intervista a Sky TG24.
“Sapevo - ha aggiunto - che il mio racconto sarebbe dovuto andare avanti e non fermarsi al ruolo di un capitano e un colonnello dei carabinieri, che era mio dovere andare avanti. Ma quando tocchi certi fili, quando incominci ad attaccare certi poteri, le inchieste e le attenzioni su di te non mancano. Ciò non toglie che io ho commesso delle grandi leggerezze e dei grandi errori, che hanno favorito chi voleva una mia delegittimazione giudiziaria”.

"Verità da accertare in fase dibattimentale" - “Le verità devono essere accertate in fase dibattimentale. Non scordiamoci che io non accuso nessuno, racconto fatti”, ha spiegato ancora Ciancimino a proposito del processo sulla trattativa. “Se il fatto che il generale Mori non abbia arrestato Provenzano non costituisce reato, a me non cambia niente, io ho solo raccontato un fatto. Se trattare non è reato mi sta benissimo. Io non ho raccontato un fatto con la volontà di perseguire qualche cosa. Forse avevo l’esigenza di raggiungere accordi: ho convinto mio padre proprio per fare catturare Riina e mettere Provenzano, per far finire in quel momento le stragi. Ovviamente De Gennaro neanche ricorda di sapere di aver mai sentito parlare di trattativa”.

"La mafia dietro ai grandi nomi della finanza"
- “Ho certezza del fatto che i grandi patrimoni mafiosi sono dietro a grandi nomi della finanza, a livello europeo”. “Bisognerebbe andare a bussare a quello che è stato l’ultimo omicidio in Costa Azzurra: la famiglia Pastor. Prima – ha raccontato il testimone di giustizia e imputato nel processo sulla trattativa Stato Mafia - è stato ammazzato l’autista  poi è stata ammazzata lei Helene Pastor. Cosa c’è dietro? Quali interessi? Chi realmente copriva questa famiglia che oggi detiene due terzi del Principato di Monaco? Sono fatti che danno da pensare e ti fanno paura da raccontare”.

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