Carceri, il Consiglio d'Europa promuove l'Italia

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Il Paese supera l’esame sulla risoluzione del problema del sovraffollamento. Il comitato dei ministri riconosce i "significativi risultati" già ottenuti. Orlando: "Riconoscimento di un lavoro ma c'è ancora molto da fare"

L'Italia supera a pieni voti il primo esame del Consiglio d'Europa, l'organismo di Strasburgo che sovrintende alla difesa dei diritti umani, sulla risoluzione del problema del sovraffollamento carcerario.
Nella decisione adottata giovedì 5 giugno il comitato dei ministri riconosce i "significativi risultati" ottenuti e valuta positivamente i miglioramenti della situazione. Il Consiglio d’Europa rinvia così al giugno 2015 un'ulteriore valutazione: un progresso importante dopo che la Corte europea dei Diritti umani (che fa parte anch’essa del quadro istituzionale del Consiglio d’Europa, e non dell’Ue ndr.) ha ripetutamente condannato l’Italia per il cronico sovraffollamento delle prigioni (sentenze Sulejmanovic del 2009 e Torregiani del 2013).

Il giudizio di Strasburgo - L'organismo ha in particolare apprezzato "l'impegno delle autorità a risolvere il problema del sovraffollamento carcerario in Italia" e "i risultati significativi ottenuti in questo campo grazie alle diverse misure strutturali adottate per conformarsi alle sentenze" della Corte, compreso "il calo importante e continuo della popolazione carceraria e l'aumento dello spazio vitale ad almeno 3 metri quadrati per detenuto" (LA MAPPA).
Il Consiglio di Strasburgo ha anche preso nota con interesse delle informazioni "sulle misure prese per stabilire un ricorso risarcitorio attraverso un decreto legge che prevede la possibilità di una riduzione di pena per i detenuti" ancora in carcere "e una compensazione pecuniaria" per quelli che sono già usciti.

Un mese fa la bocciatura di Strasburgo -
A fine aprile il Consiglio d'Europa aveva bacchettato lo Stato italiano sostenendo che le nostre carceri continuano ad essere le più sovraffollate in ambito europeo. La realtà riferita al nostro paese, come emerge dalla pubblicazione del rapporto annuale sulle statistiche riferito al 2012, parla di 145,4 detenuti per 100 posti disponibili, contro una media di 98 su 100: è la situazione peggiore dell'Unione europea a 28 paesi, mentre fra i 47 paesi che fanno parte del Consiglio d'Europa solo in Serbia il sovraffollamento è maggiore.

Orlando: "Riconoscimento di un lavoro" - "E' il riconoscimento di un lavoro". Ma "si tratta di un punto di partenza. C'è ancora molto da fare. Bisogna andare avanti con le riforme e quella della giustizia dovrà affrontare questo capitolo in modo sistematico e complessivo", dice il ministro Orlando. "Da Strasburgo arriva una notizia positiva sulle carceri che però non deve indurci a dormire sugli allori". dice invece Michele Vietti. Secondo il vicepresidente del Csm, infatti, "tutti gli allarmi lanciati, a partire dal presidente della Repubblica, rimangono nella loro drammatica attualità".

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