Roma, sequestrato il "Salaria Sport Village" di Anemone

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Il provvedimento è stato adottato nell’ambito dell'inchiesta legata agli appalti del G8 e di alcuni grandi eventi. L'amministratore: "Nessun sigillo, l'attività continua". Il procuratore di Roma Pignatone: "La priorità è aggredire i patrimoni illeciti"

La Guardia di Finanza di Roma ha sequestrato il "Salaria Sport Village" di proprietà dell'imprenditore Diego Anemone e le 9 società che gestiscono le attività al suo interno nell’ambito dell'inchiesta legata agli appalti del G8 e di alcuni grandi eventi. L’operazione ha un valore complessivo di circa 200 milioni di euro.
"Prendiamo atto del sequestro - ha detto l'amministratore unico del centro Stefano Morandi - ma non sono stati apposti i sigilli e pertanto l'attività del Salaria non ha subito alcuna interruzione e proseguirà regolarmente".

L'inchiesta sugli appalti per il G8 - L'inchiesta, nella quale fu coinvolto anche Angelo Balducci, ex provveditore per le Opere Pubbliche del Lazio e poi presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, aveva già portato nel 2012 al sequestro delle proprietà di Diego Anemone per oltre 32 milioni. L’imprenditore è finito al centro delle indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Roma sulla cosiddetta "cricca degli appalti" che ha pilotato alcuni dei maggiori appalti degli ultimi anni: dai Mondiali di nuoto 2009 al vertice G8 all'isola della Maddalena, fino alle Celebrazioni del 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia. Secondo la Guardia di Finanza i fondi ottenuti in cambio di favori sarebbero stati utilizzati per realizzare e acquisire da parte di Anemone il maxi centro sportivo.

Per l'accusa 450 milioni  da appalti pilotati - Sempre secondo i finanzieri, in seguito dell'aggiudicazione pilotata degli appalti pubblici tra il 1999 e il 2009, sarebbero giunti nelle tasche delle imprese di Anemone "ingentissimi proventi quantificati in circa 450 milioni, oggetto nel tempo di accorte operazioni di reinvestimento, che avrebbero consentito all'imprenditore della "cricca" di acquisire, ristrutturare ed ampliare il più grande centro sportivo della Capitale".

Il sequestro del 2009 - Alcune strutture del "Salaria Sport Village" erano già state sequestrate nel 2009 nel corso di un’inchiesta su presunti abusi edilizi. Una parte era stata poi dissequestrata dal tribunale del Riesame nel 2012. Per quanto riguarda presunti abusi nella costruzione delle piscine per i Mondiali di Nuoto il processo si è concluso il 30 aprile del 2013 con l'assoluzione di tutti gli imputati. I giudici rilevarono che non ci furono abusi edilizi e nessuna violazione delle norme paesaggistiche. Il centro sportivo era finito anche nell'inchiesta Grandi Eventi che ha coinvolto Guido Bertolaso.

Pignatone: "La priorità è aggredire patrimoni illeciti" – Che si tratti di impresa mafiosa o di persone e società non colluse con il crimine organizzato, "la priorità è quella di aggredire i patrimoni illeciti". Così il procuratore della Capitale Giuseppe Pignatone nella conferenza stampa indetta dopo il sequestro del Salaria Sport Village. "La legge italiana consente di estendere lo strumento della misura di prevenzione anche a chi, senza essere legato alla criminalità mafiosa, si è aggiudicato appalti con sistemi illeciti, creando patrimoni bacati perchè legati a reati tributari o fiscali come la corruzione, il riciclaggio o la bancarotta". Il provvedimento si giustifica, quindi, "alla luce degli accertamenti svolti dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, sono state violate le regole del mercato e quella della libera concorrenza", conclude Pignatone.

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