Strage Duisburg, confermato ergastolo per Giovanni Strangio

1' di lettura

La Corte d'Assise d'Appello ribadisce la condanna per l'uomo ritenuto l'ideatore e uno degli esecutori del massacro del 15 agosto 2007. Carcere a vita per altri 5 imputati accusati di alcuni omicidi legati alla faida di San Luca

Sette anni dopo registra un altro punto fermo l'inchiesta giudiziaria sulla strage di Duisburg, la cittadina tedesca in cui, il giorno di Ferragosto del 2007, furono uccise sei persone, episodio culminante della faida di San Luca tra i Nirta-Strangio ed i Pelle-Vottari.
La Corte d'Assise d'Appello di Reggio Calabria ha infatti confermato la condanna all’ergastolo per Giovanni Strangio (LE FOTO), ritenuto l'ideatore e uno degli esecutori materiali del massacro.

Gli altri ergastoli - Carcere a vita confermato anche per altri cinque imputati accusati di alcuni omicidi compiuti sempre nell'ambito della faida di San Luca: Giuseppe Nirta, detto 'Peppe u versu'; Francesco Pelle, detto 'Ciccio Pakistan'; Francesco Nirta; Sebastiano Vottari, detto 'il Professore', e Francesco Vottari, detto 'Ciccio u Frunzu'.

I fatti nel 2007 - La strage di Duisburg è una delle pagine più sanguinose della lotta tra i clan della ‘ndrangheta. Davanti al ristorante ''da Bruno'', nel centro della cittadina tedesca, furono uccisi Sebastiano Strangio, di 39 anni, titolare del locale; i fratelli Francesco e Mario Pergola, di 20 e 22 anni, che lavoravano nel ristorante; Marco Marmo, di 25; Tommaso Venturi, di 18, e Francesco Giorgi, di 17. Le vittime della strage, escluso i fratelli Pergola, erano ritenuti dagli investigatori appartenenti o vicini alla cosca Pelle-Vottari, contro il quale si abbatté la vendetta della cosca rivale, raggiungendoli fino alla lontana Germania, dove si trovavano chi per motivi di lavoro e chi per "cambiare aria", pensando in questo modo di sentirsi al sicuro.

Gli altri verdetti - Pene ridotte dall'ergastolo a, rispettivamente, 14 e 12 anni nei confronti del presunto boss Gianluca Nirta e di Sebastiano Romeo. I giudici d'appello hanno poi confermato le condanne a 12 e 9 anni inflitte in primo grado, rispettivamente, ad Antonio Pelle e Sonia Carabetta e l'assoluzione per Luca Liotino. È stato assolto, inoltre, Antonio Carabetta, condannato in primo grado a 9 anni di reclusione.

La faida di San Luca - La faida di San Luca iniziò nel 1992 per un banale scherzo di carnevale: alcuni giovani lanciarono uova in un circolo gestito da alcuni esponenti della famiglia Vottari. Gesto cui seguì, nella stessa sera, un duplice omicidio. Da allora lo scontro ha assunto una natura diversa, legata al controllo degli affari illeciti. Episodio determinante della faida, prima della strage di Duisburg, fu l'omicidio, nel Natale del 2006, di Maria Strangio, moglie del presunto boss Gianluca Nirta, reale obiettivo dei killer, e cugina di Giovanni Strangio. Nell' agguato rimasero ferite altre quattro persone tra cui un bambino di cinque anni. L'ispiratore dell'agguato in cui fu uccisa erroneamente Maria Strangio fu, per l'accusa, Francesco Pelle, detto 'Ciccio Pakistan', mentre organizzatore e mandante fu Franco Vottari, considerato il boss dell'omonima cosca. Giovanni Strangio, proprio per vendicare la morte della cugina, avrebbe ideato e personalmente eseguito, secondo l' accusa, la strage di Duisburg, portata a termine, secondo i magistrati della Dda di Reggio Calabria, con una vera e propria tecnica militare. Gli assassini entrarono in azione all'uscita del ristorante ''Da Bruno'' dove il gruppo aveva festeggiato il diciottesimo compleanno di Tommaso Venturi. Una "tempesta di fuoco", con l'utilizzo di mitra e fucili, che non lasciò scambio alle vittime designate.

Leggi tutto