Famiglia sterminata in Gallura, fermato un uomo

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Raggiunto dal fermo un artigiano di 35 anni: sarebbe un amico delle vittime. Secondo il pm avrebbe agito da solo. Fondamentali nelle indagini le immagini delle telecamere a circuito chiuso che lo avrebbero ripreso mentre entrava nella casa del delitto

Un uomo di 35 anni è stato fermato dai carabinieri del Comando provinciale di Sassari e della Compagnia di Tempio per la strage di Tempio Pausania dove un'intera famiglia (madre, padre e figlio di 12 anni) è stata sterminata.
Si tratta di un amico di famiglia degli Azzena, artigiano, che si occupa di impiantistica in
città che era stato interrogato per tutta la notte dagli inquirenti. Fuori dalla caserma dei carabinieri dove l'uomo è stato portato, assieme ai giornalisti, si è radunato un folto gruppo di cittadini che ha inveito contro l'artigiano.

Le immagini delle telecamere di sorveglianza - Un ruolo fondamentale per le indagini lo avrebbero avuto le immagini del sistema di video sorveglianza di alcuni locali pubblici nei pressi del negozio della famiglia Azzena e della loro abitazione. Le telecamere avrebbero ripreso tre uomini: uno di loro sarebbe rimasto sulla strada mentre gli altri due sarebbero entrati nell'abitazione della famiglia Azzena.
Il 35enne, a quanto pare, è stato inquadrato dal sistema di videosorveglianza e per questa ragione le indagini si sono subito concentrate su di lui. Secondo alcune indiscrezioni, l'artigiano stava eseguendo dei lavori all'interno dell'abitazione della famiglia Azzena e forse, proprio per questa ragione, era in possesso delle chiavi.
Durante un lunghissimo interrogatorio in caserma l'uomo avrebbe rilasciato dichiarazioni contraddittorie sulla sua presenza nella casa. L'orario in cui avrebbe detto di aver lasciato l'appartamento al primo piano non sarebbe lo stesso riportato dalle riprese delle telecamere.

Pm: "L'uomo avrebbe agito da solo"
- Agli inquirenti l'artigiano ha raccontato di aver fatto entrare nella casa dove si trovava per eseguire dei lavori gli assassini di Giovanni Maria Azzena, della moglie Giulia e del figlio Pietro, perché minacciato e obbligato ad aprire la porta.
Per il pm, invece, l'uomo avrebbe agito da solo: "Elementi certi hanno portato al fermo dell'autore - ha spiegato il pubblico ministero - Il ragazzino, testimone scomodo, è stato ucciso con modalità atroci".
Tra i possibili moventi su cui si indaga, quella di un giro di usura per il quale Giovanni Maria Azzena era stato arrestato nel 2008.

Consiglio comunale straordinario
- Intanto, in ricordo delle vittime, è stato organizzato un Consiglio comunale straordinario domani 20 maggio alle 18 a Tempio Pausania. "Abbiamo invitato tutti i sindaci della Gallura a partecipare - ha detto il primo cittadino Romeo Frediani - per quello che vuole essere un momento di confronto e di riflessione sugli aspetti negativi che ormai hanno interessato anche la nostra società".

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