Strage in famiglia a Santhià: 3 morti. Confessa il nipote

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Il 25enne avrebbe ucciso la zia e i due nonni nella loro abitazione nel Vercellese. Il ragazzo si era reso irreperibile per ore: poi la decisione di consegnarsi alla polizia ferroviaria di Venezia, dove si è presentato con gli abiti sporchi di sangue

Una fuga di alcune ore, poi la decisione di consegnarsi alla polizia ferroviaria di Venezia. Ha confessato Lorenzo Manavella, il 25enne di cui si erano perse le tracce da quando, nella mattinata di venerdì 16 maggio, sono stati trovati senza vita i corpi della zia Patrizia Manavella di 56 anni e dei nonni, Tullio Manavella e Pina Bono, entrambi 80enni. Il delitto si è consumato a Santhià, nel vercellese (MAPPA), nella villetta bifamiliare che la coppia di anziani coniugi divideva con il figlio Gianluca e il nipote di 25 anni, l'autore della strage.

La scoperta del delitto - A dare l'allarme era stato proprio il padre di Lorenzo, Gianluca Manavella, in questi giorni in Sardegna per un corso di aggiornamento professionale. L'uomo aveva prima chiamato a casa dei genitori, ma non aveva avuto risposta. Stesso risultato con il cellulare della sorella Patrizia e del figlio Lorenzo. Allora - preoccupato - aveva chiamato l'amico presidente della squadra di pallavolo di Santhià, dove lui lavora come allenatore, e gli aveva chiesto il favore di andare a controllare. L'amico arriva in via Marconi, citofona a lungo, senza risultato. In quel frangente arriva la badante che assiste i due coniugi, e che ha la chiave di casa. Ma la chiave non entra nella toppa. Allora si decidono i vigili del fuoco. I quali sfondano la porta, entrano in casa e trovano i corpi.

La ricostruzione - Il corpo di Patrizia Manavella, che si era trasferita per qualche giorno a casa dei genitori dopo aver subito un furto nella sua abitazione, sarebbe stato trovato sul letto con ferite da arma da taglio sul corpo. Solo in secondo momento, in un'altra parte della villetta, sono stati trovati anche i cadaveri di Tullio Manavella e Pina Bono.

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