Asili, scuole, libri. Il Sud è indietro: MAPPA INTERATTIVA

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Secondo un rapporto di Save the Children, è nel Mezzogiorno che i bambini soffrono maggiormente di carenze educative. Dalla bassa copertura dei nidi alla scarsa diffusione del tempo pieno fino ad un'insufficiente abitudine alla lettura. GUARDA I DATI

di Raffaele Mastrolonardo

C'è la povertà materiale, che riguarda un numero crescente di bambini italiani, e poi c'è quella educativa. Desta forse meno clamore ma non è meno rilevante, visto che sono proprio istruzione e cultura che spesso offrono gli strumenti per uscire dall'indigenza tradizionale. A porre l'attenzione anche su questa dimensione ci pensa l'organizzazione non governativa Save the Children, che ha appena rilasciato un rapporto che mette in fila le regioni italiane in una speciale classifica dove la deprivazione calcolata è quella che riguarda, fra le altre cose, libri, tecnologia nelle aule, offerta di nidi e possibilità di tempo pieno alle elementari. In tutto, 14 indicatori che, combinati, offrono un quadro di dove è più difficile imparare e crescere acquisendo strumenti critici.

Il risultato, che forse non sorprende, dice che è il Sud (GUARDA LA MAPPA) l'area del nostro Paese dove la povertà educativa è più diffusa con Campania, Puglia, Calabria e Sicilia che occupano, rispettivamente, le prime quattro posizione in questa graduatoria negativa. Mentre Friuli, Lombardia e Emilia Romagna si collocano all'estremo opposto tra le regioni più ricche quando si tratta di opportunità di istruzione. Tuttavia, anche per le zone che meglio figurano nell'indice di Save The Children ci sono spazi di miglioramento. Per quanto riguarda la copertura degli asili nido, per esempio, nessun regione italiana ha ancora raggiunto l'obiettivo del 33% fissato dall'Unione europea. La più virtuosa, l'Emilia Romagna, si ferma al 26,5 %.

Abbiamo sintetizzato i risultati del rapporto in una mappa interattiva che mostra attraverso i colori  la diffusione della povertà educativa e rivela come il nostro Paese sia sostanzialmente spaccato in due con l'indigenza che diminuisce man mano che si viaggia da sud a nord (Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta non sono ricompresi nella classifica).

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