Expo, in corso i primi interrogatori. Renzi chiama Cantone

1' di lettura

Il magistrato napoletano a Il Mattino: "Ci metto la faccia, ma la politica rialzi la guardia". Il commissario Sala: "La Procura ci dice di andare avanti con gli appalti". E su Paris: "Di lui mi fidavo, mai visto Greganti in vita mia"

"Ad oggi non c'è stata alcuna indicazione dalla Procura di fermare o rivedere alcune delle gare già assegnate. La Procura ci sta dicendo di andare avanti". Così il commissario all'Expo di Milano, Giuseppe Sala, in audizione alla commissione Antimafia,
mentre la politica annuncia una task force anticorruzione e nel carcere di Opera sono in corso gli interrogatori di 6 dei 7 arrestati negli ultimi giorni (Rognoni infatti è agli arresti domiciliari), accusati a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione, turbativa d'asta.

Sala: "Mi fidavo di Paris" - "Ad Angelo Paris ho dato fiducia, non ho sospettato che potesse tenere certi tipi di comportamento" ha detto poi Sala a proposito dell'arresto del direttore generale construction dell'Expo. Ancora, ha aggiunto, "non ho sostituito Paris, abbiamo un nome, ne parleremo domani quando verra' il premier Matteo Renzi".
"Mai visto né sentito in vita mia".  ha detto invece a proposito di Greganti.

Renzi chiama Cantone -  Mentre i magistrati ricostruiscono il giro d'affari della 'cupola', che sembra andare ben oltre l'Esposizione, Matteo Renzi chiama a vigilare su Milano Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione. "L'unica cosa da non fare è cancellare Expo. Sarebbe la più grande sconfitta per la democrazia, sarebbe come ammettere che l'illegalità ha vinto. Bisogna andare avanti e il governo ci mette la faccia" dice il magistrato napoletano in un'intervista al Mattino di Napoli in cui chiede alla politica di "rialzare la guardia".

Al vaglio dei pm gli affari della 'cupola' - Sul fronte delle indagini, intanto, emergono nuovi dettagli. Il terzetto Frigerio-Greganti-Grillo avrebbe infatti voluto fare affari anche con i 'servizi' di competenza della Provincia di Milano ed allargare i suoi interessi oltre l'Expo, Sogin e la sanità. Tutto ciò forte dei rapporti, magari in parte anche millantati, con il mondo politico a tutti i livelli e di tutti gli schieramenti. Dalle carte dell'indagine pare che Greganti, pur rimanendo nell'ombra, non abbia mai spezzato i legami con la sinistra (e con le Coop), che Grillo senatore del Pdl fino al 2013 abbia avuto contatti ovunque, così come Frigerio che sarebbe stato il punto di riferimento per le gare nella sanità.

Sequestrati soldi e buste gara - Emergono inoltre dettagli dalle perquisizioni effettuate dalla Gdf e dalla Dia di Milano. Gli investigatori, infatti, da quanto si è saputo, hanno sequestrato 10mila euro in contanti a Sergio Cattozzo, ex segretario regionale dell'Udc in Liguria che in alcuni filmati è ripreso mentre intasca del denaro, e 2000 euro allo stesso Frigerio, mentre sotto sequestro sono finite anche le buste chiuse con le offerte sul progetto 'Citta' della Salute', uno di quelli su cui la presunta associazione per delinquere, come raccontano le intercettazioni, avrebbe cercato di "mettere il naso".

Il valore complessivo degli appalti è di oltre mezzo miliardo di euro - Dalle carte dell'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dai pm di Milano Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio, saltano fuori anche alcune cifre: più di mezzo miliardo di euro, infatti, è il valore complessivo degli appalti su cui la "cupola" aveva messo gli occhi.

Leggi tutto