Costa Concordia, al processo le testimonianze dei naufraghi

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"Ho visto scene di isteria, un uomo che prendeva a pugni i mobili, si spaccava la mano e diceva: come devo fare a salvare mia moglie e i miei figli?". E' il racconto di uno dei sopravvissuti. Un legale di parte civile: "Passeggeri abbondanti a se stessi"

"Stavamo mangiando quando abbiamo sentito un botto e si è spenta la luce, poi siamo saliti al nono piano, e lì scene di isteria: un uomo prendeva a pugni i mobili, si spaccava la mano e diceva: "Ditemi come devo fare a salvare mia moglie e i miei figli". E’ il racconto di uno dei sopravvissuti al naufragio della Costa Concordia a margine del processo che vede imputato il comandante Francesco Schettino.
Oggi 11 maggio all’udienza testimoniano infatti per la prima volta al processo alcuni  naufraghi.

"Ci dicevano di tornare in cabina, ma era una trappola e corremmo verso
l'esterno per scappare", hanno raccontato altri in aula. "Nessuno ci diceva cosa fare, c'erano solo camerieri in divisa", hanno detto i sopravvissuti, molti dei quali patiscono tuttora di attacchi di panico e stati di ansia, e sono in cura".
Una dei legali di parte civile, Michelina Suriano, a Sky TG24 sottolinea come i passeggeri siano stati "abbondanti a se stessi dall'equipaggio". La responsabilità - accusa - si allarga a macchia d'olio".



Chiamato a testimoniare, non si è invece presentato il timoniere indonesiano della Costa Concordia, Jacob Rusli Bin, mentre l'ufficiale di coperta Silvia Coronica si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Rusli Bin e Coronica, co-indagati con Schettino, nel luglio 2013 hanno patteggiato condanne per omicidio colposo, lesioni colpose e naufragio colposo.
Francesco Schettino anche oggi è in aula e assiste al dibattimento accanto ai suoi difensori.

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