La Procura di Reggio Calabria: Scajola favorì la 'ndrangheta

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Secondo i pm, l'ex ministro tentando di proteggere Matacena e il suo patrimonio, avrebbe favorito consapevolmente l'organizzazione criminale. Ma il Gip ha respinto questo capo d'accusa. Arrestata a Nizza la moglie dell'ex parlamentare latitante

E' indagato anche per favoreggiamento della mafia, l'ex ministro Claudio Scajola, arrestato l'8 maggio perché avrebbe tentato di favorire la latitanza dell’ex parlamentare di Fi, Amedeo Matacena, condannato in via definitiva per mafia e attualmente latitante a Dubai.   

Nelle carte dell'inchiesta, infatti, i pm ripercorrono i legami e gli affari di Matacena con la 'Ndrangheta e dunque, secondo i magistrati, l'ex ministro tentando di proteggere Matacena e il suo patrimonio, avrebbe favorito consapevolmente l'organizzazione criminale. 

L'impianto accusatorio della Procura di Reggio Calabria prevedeva per questo, nella richiesta dell'arresto, anche l'accusa di favoreggiamento della mafia, ma questo capo d'accusa, secondo il gip, non avrebbe retto per insufficienza di prove. Su questo la Procura presenterà appello al tribunale del Riesame.

Intanto, da Dubai, Matacena, raggiunto telefonicamente da Sky TG24, difende Scajola ("Da lui nessun aiuto") e si dice addolorato anche per la moglie Chiara Rizzo, arrestata oggi 11 maggio all'aeroporto di Nizza.

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