Inchiesta Expo, lunedì iniziano gli interrogatori

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La Cupola degli appalti non era interessata solo all'evento milanese del 2015, ma aveva messo gli occhi anche su altri appalti, per un valore di mezzo miliardo di euro. Parolin: "Raddoppiare sforzi contro corruzione"

Gli arrestati della cosiddetta "cupola degli appalti", dal compagno G Primo Greganti all'ex esponente Dc Gianstefano Frigerio, rinchiusi nel carcere di Opera attendono gli interrogatori di garanzia fissati per lunedì prossimo. Nel frattempo, emergono dettagli dell'inchiesta che punta a fare luce su come operava l'organizzazione. Una cosa sembra però certa: gli interessi della "cupola" non si limitava solo all'Expo. Nel mirino del gruppo anche la Città della Salute di Sesto San Giovanni e altri appalti di rilievo nazionale, per un totale di almeno mezzo miliardo di euro.

La cupola era organizzata come una vera propria piovra, la cui testa era nella sede milanese dell'associazione Tommaso Moro, mentre le sue braccia operavano soprattutto a Roma. Tra gli appalti su cui il gruppo aveva messo gli occhi anche quelli relativi a molti ospedali lombardi e alla società pubblica Sogin.

La preoccupazione della politica ora è tanta, anche perché l'attenzione del mondo è puntata su Expo e sulla capacità italiana di mantenere gli impegni dell'evento. La fiducia al commissario unico Giuseppe Sala è stata ribadita, mentre si è alla ricerca del nome di un nuovo direttore degli acquisti per sostituire l'arrestato Paris. Il sindaco di Milano Pisapia dice di aver già individuato il candidato, mentre Maroni avverte che deve provenire da un ambiente diverso da quello che ha generato la "cupola degli appalti". La decisione potrebbe cadere martedì, quando a Milano arriverà il premier Matteo Renzi.

Sul tema della corruzione più in generale è intervenuto, dal Salone del Libro di Torino, anche il segretario di Stato Vaticano cardinale Pietro Parolin per sostenere che "la corruzione fa parte del male che c'è nel mondo. Quindi proprio perché c'è sempre il pericolo che risorga dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per combatterla, per assicurare trasparenza e comportarci bene".

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