Scontri Roma, il gip: Esposito libero, carcere per De Santis

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Nessuna misura cautelare per il ragazzo ferito. Le sue condizioni restano gravi. La famiglia del giovane chiede le dimissioni del questore. La Questura: "Ha sparato solo una pistola". Indagato Genny a' Carogna

Obbligo di firma per i tifosi del Napoli Alfonso Esposito e Gennaro Fioretti, accusati di
rissa aggravata e lesioni personali. Nessun provvedimento, invece, per Ciro Esposito, il tifoso rimasto gravemente ferito negli scontri prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina all’Olimpico di Roma. Questo quanto deciso dal gip Giacomo Ebner che ha invece disposto un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Daniele De Santis, l'ex ultrà romanista che ha sparato almeno quattro colpi di pistola.

De Santis in carcere - L'atto istruttorio, reso complesso anche dalle condizioni di salute di tre dei quattro fermati, ha fornito ai giudici elementi tali da confermare quanto fissato in queste ore da pm e Digos. Per De Santis resta l'accusa di tentato omicidio: è  l'uomo, secondo gli inquirenti, che ha fatto fuoco con la Beretta ferendo i tifosi azzurri. Conferme sul ruolo svolto da De Santis nei violenti scontri a due passi da Ponte Milivio sono arrivate anche dal ministro degli Interni, Angelino Alfano, che ha riferito in Aula su quanto avvenuto. Nei suoi confronti "sono comunque emersi - ha detto il capo del Viminale - evidenti elementi di responsabilita' per il ferimento dei tre supporter napoletani".

La Questura: "A sparare una sola pistola" - A quattro giorni dalla finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina restano però ancora tanti dubbi su quanto è successo prima della partita. Non è chiara né la dinamica che ha portato agli spari contro un gruppo di tifosi napoletani, né i particolari sulla presunta trattativa tra capi ultrà e funzionari di polizia sull’opportunità o meno di giocare il match. La versione della Questura sugli spari, nel giorno degli interrogatori di garanzia degli indagati, rimane la stessa: “Ha sparato una sola pistola”. Ad impugnarla, anche se non è arrivata la certezza dal test dello stub, per gli investigatori sarebbe stato Daniele De Santis. Lui nega. "Non ho sparato io, ma non sono nelle condizioni di poter ricordare cosa è accaduto", ha detto al Gip. Ma ad incastrarlo ci sarebbero almeno tre testimonianze. Non quella di Alfonso Esposito, che durante l'interrogatorio ha affermato: "Non ho visto chi mi ha sparato, ho sentito lo scoppio di alcune bombe carta e di fumogeni e mi sono avvicinato a quel luogo da dove provenivano ma sono stato subito ferito alla mano da un proiettile". E mentre restano serie le condizioni di Ciro Esposito, è suo zio a dare una ricostruzione alternativa della sparatoria a due passi dall’Olimpico. “Era un commando, è stata un’azione premeditata”, dice.

La versione dello zio di Ciro Esposito – “Non era un pazzo isolato, non era una pistola. Era un commando di 5 o 6 e da quel covo sono scappate almeno una ventina di persone”, ha raccontato ai giornalisti Vincenzo Esposito, lo zio di Ciro, che ha anche chiesto al ministro dell'Interno Alfano di rimuovere dal suo incarico il questore di Roma. L’uomo parla di un gesto “premeditato e organizzato”: “Hanno assalito non gli ultrà, ma i pullman delle famiglie di napoletani con donne e bambini. Hanno aspettato che gli ultrà defluissero e hanno fatto il raid. Alcuni giovani, tra cui mio nipote, sono intervenuti in difesa. Ci sono le testimonianze”. E ancora: “I ragazzi napoletani li hanno rincorsi, sono entrati in un vicoletto e lì questo signore ha sparato. Dopo sono successe le botte”. Esposito tira in ballo anche una seconda pistola: “L’altro pistolero è riuscito a scappare perché ha minacciato i ragazzi con la pistola. Abbiamo la testimonianza di uno dei ragazzi che ha avuto la pistola puntata in faccia”. “Il testimone è attendibile – aggiunge lo zio del ferito grave – ma non si presenterà dalla polizia perché è uno di quelli che ha picchiato il romanista”.



La tesi dell’agguato era già stata sostenuta da un testimone intervistato da Sky TG24 il giorno dopo la finale di Coppa Italia

Nonostante le varie ricostruzioni, quella della Questura rimane la stessa. "E' stata ritrovata una sola pistola e a quanto ci risulta è l'unica arma con cui sono stati esplosi i colpi", ha detto il questore Maria Mazza.

La presunta trattativa tra Hamsik e Genny a' Carogna - Si cerca di capire, intanto, anche il ruolo avuto da Gennaro De Tommaso, detto Genny a'Carogna, capo degli ultrà del Napoli, prima dell'inizio della finale di Coppa Italia. L'uomo, che indossava la maglietta inneggiante a Speziale, avrebbe intavolato una trattativa con il capitano del Napoli Hamsik per "permettere" l'inizio del match. Al giocatore avrebbe detto: "sappiamo chi siamo e dove siamo". La procura di Roma aprirà un fascicolo per accertare se ci siano state minacce. A De Tommaso, intanto, è stato dato un Daspo per i prossimo 5 anni. Parole di ringraziamento, invece, sono arrivate per lui dallo zio di Ciro Esposito: "Lo ringrazio, è stato il primo che ha soccorso mio nipote".

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