Maltempo, a Senigallia è il giorno del lutto cittadino

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In giornata i funerali dell'ottantaseienne portato via dall'alluvione del Misa del 2 maggio. Mentre proseguono i soccorsi, il presidente della regione Marche chiede lo stato di emergenza al governo. Il sindaco: "Non è stato rotto nessun argine"

E' il giorno del lutto cittadino a Senigallia, dopo l'emergenza maltempo che ha colpito le Marche. Alle 15 in Duomo verranno celebrati i funerali di Aldo Cicetti, l'ottantaseienne portato via dall'alluvione del Misa il 2 maggio, mentre un soccorritore tentava di metterlo in salvo da uno scantinato di Borgo Bicchia invaso dall'acqua.
E mentre il presidente della Regione Gian Mario Spacca ha formalizzato la richiesta dello stato di emergenza al premier taglia corto sulle polemiche per presunti ritardi nell'allarme alla popolazione o nei soccorsi: "Fino a domenica non ne ho registrate, i professionisti della polemica iniziano a lavorare il lunedì".
La procura di Ancona valuterà in base alle segnalazioni che arriveranno se aprire o meno un fascicolo di indagine.

Nessuna provincia risparmiata - Cgil, Cisl e Uil sollecitano la proroga degli ammortizzatori in deroga per i lavoratori di aziende che dovranno sospendere la produzione, e le organizzazioni del commercio chiedono la sospensione dei tributi. Nella gara di solidarietà spiccano i volontari della Protezione civile (300 sul campo) e i vigili del fuoco di varie regioni, che non hanno smesso mai di lavorare. La Conferenza episcopale italiana ha messo a disposizione un milione di euro, e il vescovo di Senigallia ha aperto le Caritas e il Seminario di via Cellini, dove dormono 22 sfollati. Senigallia è solo l'epicentro di un'emregenza che non ha risparmiato nessuna provincia delle Marche (come detto dallo stesso governatore): strade chiuse per frane e smottamenti ci sono anche ad Ascoli (la Salaria che porta a Roma), Fermo, Macerata.

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