Scontri a Roma, Napolitano: i club non trattino con ultrà

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L'informativa della Digos cita tre testimoni: "E' stato De Santis a sparare". Prende corpo la pista del commando romanista. Stabili ma critiche le condizioni del tifoso del Napoli. Renzi: le società paghino l'ordine pubblico. Alfano: Daspo a vita

"Non si tratta con i facinorosi". Il capo dello Stato invoca "severità" e chiede ai club di rompere con gli ultrà (l'intervento integrale). Al centro del dibattito, anche politico, ci sono gli scontri di Roma. "Quello visto fuori e dentro lo stadio Olimpico ha a che vedere con il peggio degli odi, della violenza e perfino della criminalità e bisogna trattarlo in modo diverso dal mondo del calcio" dice Giorgio Napolitano (il video degli scontri). Intervengono anche il ministro dell'Interno Angelino Alfano, che pensa al Daspo a vita, e il presidente del Consiglio Matteo Renzi che promette: "Non lasceremo il calcio ai Genny Carogna", chiedendo che "le società paghino per i problemi di ordine pubblico".
Ma il presidente del Coni Malagò accusa: contro la violenza negli stadi "non si è fatto nulla o lo si è fatto male". Procedono le indagini, intanto, per fare chiarezza sugli scontri prepartita. E mentre è caccia ad altri tre supporter romanisti, Ciro Esposito, il 30enne tifoso del Napoli, è stato operato al Policlinico Gemelli (la cronaca della giornata).

Gravi ma stabili le condizioni del tifoso ferito (VIDEO) - "L'ho visto meglio di ieri. Risponde con la testa alle domande. Il medico ha detto che le condizioni sono ancora critiche, ancora da valutare, ma io mi accontento di un passo al giorno". Sono queste le parole del padre di Ciro Esposito, il giovane ferito a Roma prima della finale di Coppa Italia. Il 30enne però ora è piantonato dalla polizia: è accusato di rissa e in stato di fermo dopo gli scontri. "Siamo indignati, lui lotta per la vita e lo trattano da delinquente" si sfoga il padre ai microfoni di Sky TG24.

L'ultrà della Roma: non ho sparato - Daniele De Santis, il tifoso della Roma che ha sparato ai supporter del Napoli, nega però di aver premuto il grilletto. "Non sono stato io a sparare" ha detto alla polizia dopo essere stato fermato per il ferimento di Esposito. Una versione alla quale gli investigatori però non credono: l'ultrà è infatti in stato di arresto dopo le testimonianze raccolte e gli accertamenti tecnici sulle immagini in possesso della polizia scientifica. Su di lui è stato effettuato anche l'esame del guanto di paraffina del quale si attendono gli esiti.

Tre testi incastrerebbero De Santis -
Tre testi però incastrerebbero Daniele De Santis. Nell'informativa della Digos inviata alla procura di Roma vi sono le dichiarazioni di testimoni che hanno visto il 48enne sparare i colpi di pistola contro il gruppo di supporter napoletani che lo aggrediva. Secondo le testimonianze, il 48enne sarebbe stato comunque l'unico ad esplodere i petardi, gesto che ha poi scatenato la reazione dei tifosi azzurri. E, secondo i magistrati della procura di Roma, sono almeno tre le persone che erano con Daniele De Santis allo scoppio dei primi tafferugli nella zona di Tor di Quinto nel prepartita di Coppa Italia. Intanto, prende corpo  prende corpo la pista del commando romanista. Testimoni e video confermerebbero la presenza di soggetti con caschi.



La proprietaria del Ciak: "Ho soccorso De Santis e nascosto la pistola" - E, ai microfoni di SkyTG24, ricostruisce quegli attimi la proprietara del locale Ciak. E' stata lei a soccorrere De Santis e a nascondere la pistola. "Ho visto l'arma per terra, l'ho presa e l'ho messa nel secchio della spazzatura - racconta Donatella Baglievo - Non so di chi fosse la pistola, ma c'era il rischio che succedesse una tragedia". VIDEO

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