La vedova Raciti a Sky TG24: l'ultrà doveva essere arrestato

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"Guardando quelle immagini ci siamo sentiti presi a schiaffi, umiliati, maltrattati" dice Marisa Grasso a proposito del tifoso che a Roma indossava una maglietta inneggiante all'assassino del marito. Ma gli ultrà del Napoli difendono "Genny a Carogna"

"Un soggetto del genere deve essere subito arrestato. Guardando quelle immagini ci siamo sentiti presi a schiaffi, umiliati, maltrattati. Abbiamo incassato di nuovo la sconfitta dello Stato". Marisa Grasso, la vedova dell'ispettore capo Filippo Raciti, morto il 2 febbraio del 2007 nello stadio di Catania, commenta così a Sky TG24 gli episodi di Roma. Il riferimento è al capo ultras detto "Genny a Carogna" che, durante la finale di Coppa Italia allo stadio Olimpico, indossava una maglietta con la scritta "Speziale libero". Antonino Speziale sta scontando una condanna definitiva a 8 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale per la morte del poliziotto.

"Le autorità sugli spalti sarebbero dovute andare via", prosegue la donna. A proposito della telefonata del presidente del Consiglio Matteo Renzi spiega: "Si è scusato dell'accaduto, era addolorato. Ho ricevuto molte telefonate di affetto. Spero che adesso ci siano delle risposte forti dello Stato".

Sky TG24 si è recata invece nel quartiere di "Genny a Carogna", dove molti tifosi lo difendono: "Ha fatto di tutto per calmare le acque. Il compromesso non c'è stato", dice uno di loro.

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