Delitto Cogne, slitta a giugno la decisione sui domiciliari

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Il tribunale di sorveglianza, che deve decidere sulla richiesta di Anna Maria Franzoni, ha chiesto un'integrazione della perizia psichiatrica per cui persisterebbero elementi di pericolosità sociale. Il legale: "'E' serena"

Annamaria Franzoni dovrà aspettare ancora due mesi per sapere se la domanda di detenzione domiciliare avanzata dai suoi legali sarà accolta. Il tribunale di Sorveglianza di Bologna ha infatti disposto, in occasione dell’udienza di martedì 29 aprile, un nuovo rinvio, chiedendo ulteriori integrazioni e approfondimenti al professor Augusto Balloni, autore della perizia psichiatrica commissionata dal tribunale. Il giudice ha fissato la nuova udienza per il 24 giugno.

Per il perito vi sarebbero elementi di pericolosità sociale - Secondo il professor Balloni sussisterebbero infatti ancora per la donna condizioni di "pericolosità sociale".  Per questo, in particolare, i magistrati intendono verificare l'esistenza o meno di un eventuale legame tra la condizione di pericolosità ed il rischio di recidiva del reato. "E' una persona che ha patito tanto"s i è limitato a dire Balloni ai cronisti e riguardo a nuovi incontri con Franzoni ha commentato: "Questa è una possibilità che abbiamo e se ci sarà bisogno la incontreremo ancora".

L'arrivo al tribunale di sorveglianza - Franzoni è stata accompagnata in aula da don Nicolini, il prete che l'ha accolta nel laboratorio di sartoria in cui la donna lavora, con un permesso. Con lei anche il professor Pietro Pietrini, consulente della difesa, e l'avvocato Paola Savio, che ha commentato: "Era serena, ha ascoltato e preso atto di quello che è stato deciso dal suo giudice, che rispetta, e quindi aspetterà pazientemente anche questi approfondimenti. E' ovvio che speri di tornare a casa". L'avvocato ha, poi, concluso: "Lasciateci affrontare questa tappa che per noi è molto importante".

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