Carceri, detenuto evade da Bollate: era in permesso premio

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L'uomo, condannato per omicidio, non si è presentato ai carabinieri per l'obbligo di firma e non ha fatto rientro in prigione. Il sindacato di polizia: "L'episodio deve far riflettere perché riguarda una struttura definita modello"

Ancora un'evasione, di nuovo per un mancato rientro da un permesso premio. E il detenuto è un condannato per omicidio. A poche ore dal caso di Filippo De Cristofaro, il killer del catamarano all'ergastolo per aver ucciso nel 1988, con la complicità della sua compagna, la skipper Annarita Curina per impossessarsi del suo catamarano e fuggire in Polinesia, la storia si ripete.
Come De Cristofaro, un detenuto di Bollate in permesso premio non si è presentato ai carabinieri per l'obbligo di firma e non ha fatto rientro in carcere: è un uomo, condannato per omicidio, fine pena nel 2020. "L'episodio deve far riflettere, perché riguarda una struttura, Bollate, definita modello", avverte Leo Beneduci, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Osapp.

L'uomo era stato ammesso al lavoro esterno prima con scorta e quindi, vista la buona condotta, senza scorta. Poi gli sono stati concessi dei permessi premio, ma questa volta non è tornato sui suoi passi.
In cella è stata disposta anche una perquisizione: tutti i suoi effetti personali sono risultati al loro posto, tranne il suo pc.

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