Riesame: liberi 7 secessionisti veneti, 5 ai domiciliari

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Escono di galera alcune delle persone arrestate il 2 aprile scorso con l’accusa di aver messo in atto “varie iniziative, anche violente”, per ottenere l'indipendenza del Veneto. Tra loro anche l'ex parlamentare Rocchetta e il leader dei Forconi Chiavegato

Escono di galera alcuni dei secessionisti veneti arrestati lo scorso 2 aprile. Il Tribunale del Riesame di Brescia, infatti, ha rimesso in libertà 7 indipendentisti e disposto i domiciliari per altri 5. Tra le persone scarcerate ci sono anche l’ex parlamentare Franco Rocchetta e il leader dei Forconi, Lucio Chiavegato. I giudici ritengono sia venuta meno la gravità degli indizi per l'associazione finalizzata al terrorismo: il reato più grave ipotizzato ora sarebbe la costruzione del Tanko, avvenuta nel padovano. È per questo che la competenza per la vicenda potrebbe passare all’autorità giudiziaria di Padova.

I commenti di Salvini e Zaia - “Attenzione: 12 indipendentisti veneti e lombardi finalmente oggi escono dalla galera. Bene, la pressione della gente è servita. Adesso lo Stato chieda scusa e rispetti la Libertà!”, ha scritto Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, su Facebook. "Giudichiamo la scarcerazione come un ottimo segnale, con l'auspicio che tutta la vicenda giudiziaria si risolva in modo positivo e soprattutto in tempi rapidissimi", ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia.

L’arresto il 2 aprile - I secessionisti erano stati arrestati dai carabinieri del Ros lo scorso 2 aprile. Nelle ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip del tribunale di Brescia su richiesta della procura, erano contestati i reati di associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico e fabbricazione e detenzione di armi da guerra. Al centro dell'operazione “un gruppo riconducibile a diverse sigle di ideologia secessionista, che aveva progettato varie iniziative, anche violente, finalizzate a sollecitare l'indipendenza del Veneto e di altre parti del territorio nazionale dallo Stato italiano”. Tra gli episodi contestati, anche la “costruzione di un carro armato artigianale da utilizzare per compiere un'azione eclatante a Venezia, in piazza San Marco”.

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