Beirut, Dell'Utri fermato con 30mila euro in contanti

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Lunedì mattina, davanti al giudice libanese, si terrà l'udienza di convalida dell'arresto dell'ex senatore di Forza Italia. Martedì la sentenza della Cassazione. Romani a Sky TG24: "Mi auguro sarà assolto"

Era in pigiama e aveva con sé almeno trentamila euro in contanti, tre libri e il suo passaporto italiano, l'ex senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri, nel momento in cui gli uomini delle forze di sicurezza libanesi e un funzionario dell’Interpol italiano lo hanno fermato in un hotel 5 stelle di Beirut.
"Ho mandato io Marcello a Beirut perché Vladimir Putin mi ha chiesto di sostenere la campagna elettorale di Amin Gemayel" avrebbe inoltre affermato Berlusconi, secondo ricostruzioni di stampa.

Lunedì 14 aprile, davanti al giudice libanese, si terrà l'udienza di convalida dell'arresto. Il mandato è stato spiccato per il pericolo di fuga, in vista dell’udienza della Cassazione di martedì, che potrebbe rendere definitiva la condanna a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

Dell'Utri non si muoverà per tutta la giornata di oggi dalla camera di sicurezza dove è rinchiuso nel quartier generale della polizia libanese a Beirut.  In questa cella - secondo fonti citate dall'Ansa - Dell'Utri ha passato la notte scorsa in modo tranquillo e senza alcun problema, e passerà anche questa notte in attesa di recarsi al tribunale nella prima mattina di lunedì.

Sul caso è intervenuto, ai microfoni di Sky TG24 il capogruppo di Forza Italia al Senato, Paolo Romani: "Quello di Marcello Dell'Utri non è un problema di estradizione. Il 15 aprile ci sarà la decisione della Cassazione che deve pronunciarsi su una sentenza discutibile della Corte d'appello. In caso di sentenza definitiva, che mi auguro sia di assoluzione, a quel punto per Dell'Utri si porrà il problema di tornare in Italia, al di là della questione estradizione, che richiede sempre qualche giorno in più".

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