I magistrati: Dell'Utri latitante. Lui: all'estero per cure

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Ordine d'arresto alla vigilia della sentenza di Cassazione per concorso esterno in associazione mafiosa. Il Pg: "Il 3 aprile era in Libano". L'ex senatore si difende: "Non intendo sottrarmi alla cattura"

A quattro giorni dall'udienza della Cassazione che martedì 15 aprile dovrà pronunciarsi sulla condanna a 7 anni per concorso in associazione mafiosa, l'ex senatore del Pdl Marcello Dell'Utri è formalmente latitante per i giudici di Palermo. Ma in un comunicato lui assicura di non volere "sottrarsi alla cattura" e spiega di essere "all'estero" senza precisare dove, per curarsi dopo un'angioplastica.
La III sezione penale della Corte di appello di Palermo mercoledì 9 ha emesso nei suoi confronti un ordine di custodia cautelare per il pericolo di fuga, ma Dell'Utri in quel momento era già fuori dall'Italia. Tanto che la  Dia, con una nota del giorno 8, aveva comunicato alla Procura generale di Palermo che una "utenza mobile intestata a Marcello Dell'Utri era stata localizzata nelle vicinanze di Beirut il 3 aprile 2014".
Secondo gli investigatori, inoltre, l’ex senatore (la storia del fondatore di Forza Italia) sarebbe in possesso di due passaporti diplomatici (notizia però smentita da fonti della Farnesina).

Dell'Utri si difende: "All'estero per cure" - L'ex senatore, intanto, si difende. E in un comunicato diffuso tramite il suo legale, Giuseppe Di Peri, assicura: "Non intendo sottrarmi al risultato processuale della prossima sentenza della Corte di Cassazione". Nessuna fuga, dunque, sostiene Dell'Utri, che spiega: "Trovandomi in condizioni di salute precaria - per cui tra l'altro ho subito qualche settimana fa un intervento di angioplastica - sto effettuando ulteriori esami e controlli". Nel suo comunicato, Dell'Utri attacca la "aberrante richiesta di preventiva custodia cautelare" che sottolinea di aver appreso "mentre mi trovo già all'estero per il periodo di cura e riposo". L'ex senatore garantisce poi di essere " in attesa fiduciosa del risultato che esprimerà la Suprema Corte che ha già rilevato incongruenze e 'fumus' nella prima sentenza di appello, annullandola conseguentemente".

L'intercettazione
- Parole che non coinciderebbero con il contenuto delle conversazioni del suo fratello gemello, Alberto, intercettato in un ristorante di Roma l'8 novembre 2013. Le trascrizioni sono allegate al provvedimento di custodia cautelare. "Dieci giorni fa - diceva Alberto Dell'Utri parlando del fratello - ha cenato con... un politico importante in Libano che è stato presidente e che adesso si candida per le prossime elezioni; il programma... anche il programma è quello di andarsene in Libano..." E poi ancora: "Qua bisogna accelerare i tempi, fin quanto che Marcello, se poi non ce la fa... e lui è andato lì (a Bruxelles, ndr) insieme a questi della Guinea Bissau che lo hanno preso in seria considerazione e gli hanno dato il passaporto diplomatico... gli hanno aperto le porte".

Il viaggio a Santo Domingo -
Già nel marzo del 2012, alla vigila della prima sentenza della Cassazione, Dell'Utri si era trovato all'estero, quella volta a Santo Domingo, dove da tempo ha interessi. Era rientrato dopo che la Suprema Corte aveva annullato la condanna e disposto un nuovo giudizio di secondo grado. Questo si è concluso il 25 marzo del 2013 con la conferma della pena di 7 anni. Nel caso il verdetto fosse confermato, la pena diventerebbe definitiva e Dell'Utri dovrebbe scontarla.

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