Baby prostitute a Roma: 8 richieste di rinvio a giudizio

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A rischiare il processo sei persone che furono arrestate nell'autunno scorso e due clienti mai raggiunti da misure cautelari. Tra i nomi coinvolti Mirko Ieni, ritenuto dagli inquirenti il principale gestore del giro illecito

Otto persone rischiano di finire sotto processo a Roma a conclusione della prima tranche di inchiesta che riguarda l'attività di prostituzione di due ragazzine studentesse che incontravano i loro clienti in un appartamento ai Parioli. Il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il pm Cristiana Macchiusi hanno firmato la richiesta di rinvio a giudizio per le sei persone che, nell'autunno scorso, furono arrestate e per due clienti, mai raggiunti da misura cautelare.

Sarà il gup Costantino De Robbio a pronunciarsi sulla richiesta della procura in un'udienza fissata subito dopo le festività pasquali. Favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile, cessione di sostanze stupefacenti, diffusione e detenzione di materiale pedopornografico sono i reati contestati, a seconda delle posizioni, dagli inquirenti.

Il provvedimento della procura riguarda, anzitutto, Mirko Ieni, ritenuto dagli inquirenti il principale gestore del giro illecito per aver reclutato le due minorenni, sfruttandone l'attività di prostituzione, mettendo loro a disposizione l'appartamento ai Parioli e una scheda telefonica per procacciare i clienti, fissando gli incontri a pagamento, mantenendo la contabilità delle prestazioni sessuali e incassando una quota.  A Ieni la procura attribuisce, poi, la gestione della prostituzione di altre quattro ragazze, stavolta di età superiore ai 18 anni, oltre alla detenzione e la cessione di cocaina e a un episodio di interferenza illecita nella vita privata perché attraverso il proprio telefono si sarebbe procurato le immagini di una ragazza impegnata in una prestazione sessuale con uno dei clienti.

Anche il militare Nunzio Pizzacalla, è accusato di aver reclutato e indotto alla prostituzione una delle due minorenni. La richiesta di processo, poi, chiama in causa, la madre di una delle due studentesse, per aver sfruttato la prostituzione della figlia dalla quale si faceva dare 100-150 euro al giorno.

Riccardo Sbarra, commercialista nonché uno dei clienti, oltre del fatto di avere avuto rapporti a pagamento con le due minori, deve rispondere anche della detenzione e della cessione di materiale pedopornografico. Analoga contestazione vale per Mario Michel De Quattro che risponde anche di un tentativo di estorsione per aver cercato di farsi consegnare 1.500 euro da una delle due ragazzine dietro la minaccia di diffondere un video che la riprendeva durante un rapporto sessuale avuto con la stessa, ignara di essere ripresa. L'imprenditore Marco Galluzzo, oltre ad aver avuto incontri a pagamento con una minore, le avrebbe anche ceduto cocaina. A chiudere la lista ci sono poi due clienti, rimasti sempre a piede libero, come Francesco Ferraro e Gianluca Sammarone. Non si esclude che alcuni indagati possano chiedere di accedere ai riti alternativi.

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