Tribunale Grosseto: sì a nozze gay in stato civile Comune

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Una sentenza ordina di trascrivere nel registro di stato civile comunale l’unione, celebrata negli Usa, di una coppia omosessuale. Ma il procuratore capo avverte: “La Cassazione ha già detto che non si può. Impugnazione in appello il prima possibile”

Il matrimonio gay è riconosciuto dal Comune. Per ordine del tribunale, le nozze celebrate a New York con rito civile fra due italiani sono state trascritte nel registro di stato civile di Grosseto. "E' un precedente unico per il nostro Paese", ha commentato il senatore Pd Sergio Lo Giudice, ex presidente di Arcigay. I due sposi, ha spiegato Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia e storico esponente della comunità omosessuale italiana, "hanno ottenuto ciò che fino ad oggi è sempre stato negato dai Comuni e dai Tribunali: veder riconosciuto il loro status di coppia sposata in uno Stato estero". "Ci potrebbero essere reclami, ma per ora la coppia è felicissima", ha detto l'avvocato Claudio Boccini. Il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, ha annunciato che il Comune non si opporrà all'atto e registrerà il matrimonio. Il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, ha invece fatto sapere che impugnerà la sentenza: "Esiste una sentenza della Cassazione che dice chiaramente che non si può fare. Stiamo predisponendo le motivazioni della nostra impugnazione in appello che sarà fatta il prima possibile".

Dopo essersi sposati con rito civile a New York, nel dicembre 2012, i due, 68 e 57 anni, chiesero al Comune di Grosseto di trascrivere le nozze nel registro di stato civile. L'Ufficiale si rifiutò, perché, sostenne, "la normativa italiana non consente che persone dello stesso sesso possano contrarre matrimonio". A quel punto, assistiti dall'avvocato Claudio Boccini, i due hanno fatto ricorso. Nonostante che anche il pm fosse contrario all'accoglimento, il giudice di Grosseto Paolo Cesare Ottati ha dato il via libera. Secondo Ottati, infatti, nel codice civile "non è individuabile alcun riferimento al sesso in relazione alle condizioni necessarie" al matrimonio. Nella sentenza, il giudice spiega che non è "previsto, nel nostro ordinamento" alcun "impedimento derivante da disposizioni di legge alla trascrizione di un atto di matrimonio celebrato all'estero". E poi, la trascrizione non ha natura "costitutiva, ma soltanto certificativa e di pubblicità di un atto già valido di per se"'.

In pratica: il matrimonio celebrato negli Stati Uniti è valido - argomenta il giudice - e non c'è norma che ne impedisca la trascrizione in Italia. Fra l'altro, il giudice di Grosseto cita la Corte Europea dei diritti dell'Uomo che "non ritiene più che il diritto al matrimonio" debba essere "limitato in tutti i casi al matrimonio tra persone di sesso opposto" e che ha affermato come "il diritto al matrimonio" abbia "acquisito un nuovo e più ampio contenuto, inclusivo anche del matrimonio contratto tra due persone dello stesso sesso".

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