Scontro alla Procura di Milano, Csm convoca Bruti e Robledo

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Il Consiglio superiore della magistratura inizierà la settimana prossima l'istruttoria sulla lettera del procuratore aggiunto, che aveva denunciato Bruti Liberati per presunte irregolarità nell'assegnazione dei fascicoli

di Luigi Casillo

Il Consiglio superiore della magistratura inizierà la settimana prossima l'istruttoria sulla lettera-denuncia del procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo contro il capo della Procura del capoluogo lombardo Edmondo Bruti Liberati. I due protagonisti del clamoroso e inedito scontro all'interno del palazzo di giustizia milanese sono stati convocati per martedì prossimo dal Csm insieme al procuratore generale di Milano Manlio Minale, che sarà invece ascoltato lunedì. A Minale il Csm ha chiesto una relazione sulla situazione, che potrebbe arrivare a Palazzo dei Marescialli anche prima dell'audizione vera e propria. Il fascicolo viene gestito dalla prima e dalla settima commissione del Csm, che si occupano dei trasferimenti d'ufficio per incompatibilità ambientale e di organizzazione degli uffici.

Al centro della contesa fra i due famosi magistrati ci sono presunte irregolarità nell'assegnazione dei fascicoli. Secondo Robledo, che ha presentato il suo esposto-denuncia lo scorso 12 marzo, il capo della procura avrebbe penalizzato l'ufficio da lui diretto, che si occupa di reati contro la pubblica amministrazione, assegnando il coordinamento delle inchieste più delicatea agli uffici diretti dai giudici Ilda Boccassini e Francesco Greco, che si occupano rispettivamente di antimafia e di reati finanziari.

Nella sua denuncia Robledo fa riferimento al processo Ruby contro Silvio Berlusconi, all'indagine sull'ospedale San Raffaele che ha coinvolto l'ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e al fascicolo sulla presunta turbativa d'asta nella vendita delle quote Sea in mano al Comune di Milano a Vito Gamberale. Su quest'ultimo caso, in particolare, c'è da registrare da un lato la denuncia da parte di Robledo di ritardi nel far avanzare l'inchiesta, dall'altro lato un'assunzione di responsabilità da parte di Bruti Liberati. In una lettera del 2012, infatti,  il capo della procura aveva ammesso d'aver trattenuto per una "deplorevole dimenticanza", sono le sue parole, il fascicolo nel suo ufficio dopo che in una riunione era stato deciso di affidarlo appunto a Robledo. Il che, secondo il procuratore aggiunto, avrebbe determinato ritardi tali da pregiudicare la possibilità di svolgere intercettazioni o perquisizioni, minando quindi l'efficacia delle indagini.

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