E' morto D'Ambrosio, magistrato di Mani Pulite

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L'ex procuratore capo di Milano aveva 83 anni. E' stato senatore dei Ds e del Pd. Da Piazza Fontana alla vicenda del Banco Ambrosiano fino a Tangentopoli, il suo nome è legato alla storia del Palazzo di giustizia milanese

Dalle aule dei tribunali ai banchi del Senato. E' una vita tra magistratura e politica quella di Gerardo D'Ambrosio, morto nel pomeriggio di domenica 30 marzo in ospedale del capoluogo lombardo. L'ex procuratore capo di Milano aveva 83 anni.
Dalla strage di Piazza Fontana alla vicenda del Banco Ambrosiano fino Tangentopoli, D'Ambrosio è stato uno dei principali protagonisti del pool Mani pulite con Antonio Di Pietro, Francesco Saverio Borrelli, Piercamillo Davigo e Gherardo Colombo. Senatore dei Ds e del Pd, era stato sottoposto all'inizio degli Anni '90 a un trapianto di cuore.

Da piazza Fontana al Banco Ambrosiano
- Nato a Santa Maria a Vico (Caserta) il 29 novembre 1930, diplomato al liceo Classico e laureato a pieni voti in Giurisprudenza a Napoli con una tesi in diritto amministrativo, D'Ambrosio approda alla magistratura nel 1957 e arriva a Milano poco dopo. Il suo nome e la storia del Palazzo di giustizia milanese sono legati in modo indissolubile: si occupa dell'istruttoria sulla strage di Piazza Fontana e della morte dell'anarchico Giuseppe Pinelli.
Nel 1981 assume la funzione di sostituto procuratore generale e si occupa dei primi processi per terrorismo, oltre che alle istruttorie relative al Banco Ambrosiano che vede tra gli altri imputati Roberto Calvi. Nel 1989 viene nominato Procuratore aggiunto di Milano dove dirige prima il Dipartimento criminalità organizzata poi quello dei reati contro la pubblica amministrazione.

Anni Novanta, Mani Pulite -
Dal 1992 è tra i protagonisti (insieme a Francesco Saverio Borrelli, Antonio Di Pietro, Piercamillo Davigo e Gherardo Colombo) del Pool che si occupa dell'inchiesta Mani pulite. Negli anni di Tangentopoli gli occhi di tutto il paese sono puntati sul Palazzo di giustizia di Milano. Nel 1999 viene nominato Procuratore capo della Procura della Repubblica di Milano, nel 2002 lascia per limiti di età ma la sua avventura prosegue nel campo della politica: in occasione delle elezioni 2006, accetta la candidatura proposta dai Democratici di Sinistra, di un seggio al Senato, risultando eletto nella Regione Lombardia. E' stato componente della II Commissione permanente (Giustizia) del Senato. Alle elezioni del 2008 è stato confermato senatore del Pd.

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