Camorra, imponevano la "tassa della tranquillità": arrestati

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Blitz nel Casertano. Provvedimento di custodia cautelare per Carmine Schiavone, già in carcere, figlio del boss dei Casalesi Francesco detto "Sandokan". In manette altre due persone. A una delle vittime avrebbero chiesto un pizzo da 5000 euro

Il gip del tribunale di Napoli ha emesso un provvedimento di custodia cautelare per Carmine Schiavone, 30 anni, figlio del boss dei Casalesi Francesco detto "Sandokan", e altre due persone, Pasquale Mauriello, 46 anni, e Carmine Iaiunese, 45 anni.

Le estorsioni -
Il figlio del boss e Mauriello devono rispondere di estorsione, il terzo di ricettazione, reati tutti aggravati dal metodo mafioso e dal fine di agevolare l'organizzazione di stampo mafioso. Le indagini della Squadra Mobile della Questura di Caserta hanno messo in luce che Carmine Schiavone, che è già detenuto, sarebbe il mandante di estorsioni compiute tra ottobre e novembre 2012 ai danni dei titolari di una farmacia di San Cipriano d'Aversa.

La "tassa" da 5000 euro -
Riscontri sarebbero arrivati anche dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Tra questi, proprio Pasquale Mauriello, che sarebbe stato uno degli affiliati che materialmente andavano in farmacia per chiedere il pagamento del "pizzo" per conto del clan. Alla vittima, secondo gli investigatori, veniva intimato il pagamento di 5.000 euro per “stare tranquillo”, poi ridotta a 2.500. Il denaro, una volta ritirato, sarebbe stato consegnato a Iaunese, che all'epoca dei fatti avrebbe ricoperto il ruolo di cassiere del sodalizio.

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