Infrastrutture lombarde, il gip: "Vertici Regione sapevano"

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Negli atti dell'inchiesta che ha portato all'arresto di Antonio Rognoni anche un'email del 2008 che dimostrerebbe come all'epoca dei fatti al Pirellone ci fosse consapevolezza degli illeciti. Maroni: "Primo a voler fare chiarezza su vicende del passato"

Emergono nuovi dettagli nell'inchiesta sugli appalti nella Regione Lombardia che giovedì 20 marzo ha portato all'arresto di Antonio Rognoni, direttore generale di Infrastrutture lombarde, società che si occupa proprio della gestione del patrimonio immobiliare del Pirellone. Secondo quanto riferito dal gip nell'ordinanza di arresto, infatti, i vertici della regione nel 2008 sarebbero stati a conoscenza della gestione illecita degli affari. Per il magistrato sarebbero stati all'incirca 25 gli appalti truccati, per un valore attorno ai 224 milioni di euro. Un'inchiesta lambisce i cantieri Expò, visto che Infrastrutture lombarde ha in mano la regia di alcune opere e che il direttore lavori sul sito espositivo Alberto Porro risulta tra gli indagati.

Valore dei presunti appalti di circa 224 milioni - Dagli atti sono emersi soprattutto "profitti illeciti" che sarebbero stati ottenuti dagli stessi professionisti per incarichi di consulenza legale o tecnico-amministrativa: come i 525 mila euro per consulenze per le opere stradali Pedemontana, Tangenziale Est Esterna Milano e per il collegamento Brescia-Milano; 2.400.000 euro sempre per consulenze per l'autostrada Brescia-Bergamo-Milano; 1,2 milioni di euro in relazione ad attività di supporto e consulenza per l'Expo 2015; 400mila euro per appalti in vari ospedali; 240mila euro per la direttrice Cremona-Mantova; quasi 1,8 milioni di euro per le bonifiche da amianto di un'area a Pieve Emanuele. Tre milioni di euro, invece, valeva l'appalto di "esecuzione dei lavori" per "nuove sedi" all'Ospedale San Gerardo di Monza. Da 210 milioni di euro, infine, era l'appalto dell'agosto del 2012 per interventi "di potenziamento, ampliamento e ristrutturazione" sempre all'Ospedale di Monza. In questo caso, secondo l'accusa, Rognoni avrebbe "formalmente nominato sé stesso come Presidente della Gara" e altre persone, ora indagate, come "commissari di gara". Gara che sarebbe stata poi pilotata a favore del "raggruppamento di imprese" Rtc "con capogruppo Manutencoop Facility Management spa".

Maroni: "Sono il primo a voler fare chiarezza su fatti che riguardano il passato" - Nella bufera anche Expo Milano 2015, per il quale ora Roberto Maroni dovrà indicare al commissario unico Giuseppe Sala il nome di chi soerastituirà Alberto Porro, finora direttore lavori sul sito espositivo (figura quindi delicata per l'operatività dei cantieri), indagato a piede libero nell'ambito dell'inchiesta. "Stiamo facendo tutte le verifiche del caso, perché quanto successo rischia di avere delle ripercussioni anche su Expo", ha detto a margine di un convegno Maroni, precisando che incontrerà il commissario unico Giuseppe Sala (il commento di Sala e del sindaco di Milano Pisapia) - che stamani ha già visto il prefetto - e lunedì il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi.

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