Berlusconi, la Cassazione conferma: due anni di interdizione

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Accolta la richiesta del Procuratore generale. Il Cavaliere non può candidarsi alle prossime elezioni europee. Ghedini: grande amarezza, serviva approfondire. L'ex premier era già stato condannato in via definitiva a 4 anni (tre coperti da indulto)

La Corte di Cassazione ha definitivamente confermato la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici per due anni nei confronti di Silvio Berlusconi nel processo Mediaset. La decisione dei supremi giudici preclude la possibilità per il cavaliere di candidarsi alle prossime elezioni europee. L'ex premier era già stato condannato con sentenza irrevocabile per frode fiscale alla pena principale di 4 anni di reclusione (tre coperti da indulto).
"Prendiamo atto con grande amarezza della decisione" dei supremi giudici, dichiara l'avvocato Niccolò Ghedini, difensore di Silvio Berlusconi. E aggiunge: "Avremmo ritenuto quantomeno necessario un approfondimento presso la Corte Europea di Strasburgo". E solidarietà al Cavaliere viene espressa anche dal Nuovo centrodestra attraverso Fabrizio Cicchitto ("Esprimo la mia piena solidarietà a Berlusconi") e Antonio Leone (la sentenza "è l'ennesima conferma di una volontà demolitoria nei riguardi del leader di Forza Italia").

Rigettato il ricorso della difesa - Dopo oltre quattro ore di camera di consiglio, la suprema Corte ha dunque rigettato il ricorso presentato dalla difesa di Berlusconi contro la sentenza con cui la Corte d'Appello di Milano, il 19 ottobre scorso, fissò in due anni il periodo di interdizione per l'ex premier. I giudici di piazza Cavour hanno dichiarato irrilevanti le questioni di legittimità costituzionale sollevate dagli avvocati Coppi e Ghedini, nonché condannato Berlusconi a pagare le spese processuali.

Due anni di interdizioni dai pubblici uffici - I due anni di interdizione sono la pena accessoria collegata alla condanna, divenuta definitiva il primo agosto scorso, a 4 anni di reclusione (3 coperti da indulto) per frode fiscale comminata al leader di Forza Italia nell'ambito del processo Mediaset. La Cassazione, confermando la condanna, lo scorso agosto aveva però annullato con rinvio la prima sentenza di appello limitatamente al periodo di interdizione, che i giudici del merito avevano inizialmente fissato in 5 anni. Nelle sue motivazioni la Cassazione aveva spiegato che il periodo di 5 anni era risultato da un calcolo errato, per cui aveva ordinato ai magistrati milanesi di ripronunciarsi sulla pena accessoria. Questa, quindi, in ottobre, era stata fissata in due anni, ma tale verdetto era stato impugnato in Cassazione. Anche il sostituto pg della Suprema Corte, Aldo Policastro, aveva sollecitato il rigetto del ricorso della difesa di Berlusconi. La decisione dei supremi giudici è giunta dopo più di quattro ore di camera di consiglio.

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