Concordia, l'ex ad: "La responsabilità è di Schettino"

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A Grosseto, nel processo sul naufragio, è stato ascoltato Pier Luigi Foschi, ex amministratore delegato di Costa Crociere: "La società non ritenne adeguati i tempi di risposta a bordo". Spunta una nuova intercettazione sui controlli della Capitaneria

Costa Crociere, con un'inchiesta interna, “incentrava sulla responsabilità del comando della nave, della conduzione della navigazione" da parte di Francesco Schettino la causa del naufragio della Concordia all'Isola del Giglio, "e anche io il 16 gennaio 2012 in una conferenza stampa indicai - in base all'assunzione delle prime informazioni - la responsabilità del comando della nave", cioè di Francesco Schettino. Lo ha detto Pier Luigi Foschi, ex presidente e ad di Costa spa, testimoniando lunedì 10 al processo di Grosseto.

"La società - ha anche detto Foschi - non ritenne adeguati i tempi di risposta a bordo. Altresì le informazioni avute dall'unità di crisi non potevano consentire suggerimenti migliori di quelli che furono dati" a chi era sulla nave.

Nella giornata di oggi è stato sentito anche l'ex direttore generale della compagnia, Giovanni Onorato: "Ci fidavamo comunque del comandante Francesco Schettino – ha detto – altrimenti non gli avremmo affidato la responsabilità della Costa Concordia e di altre navi della compagnia”. Parole che sono arrivate in risposta alle domande dei difensori dell'ex comandante riguardo a una scheda di valutazione di Schettino dove, pur in un giudizio complessivo positivo, comparivano alcune insufficienze sotto i profili della leadership e della trasparenza con vertici e dirigenza della compagnia.

Dall'udienza è emersa anche una nuova intercettazione, tra l'ex ad Foschi e il responsabile dell'unità di crisi Roberto Ferrarini, a proposito dei controlli effettuati dalla capitaneria di porto sulla compagnia. Intercettazione che è stata trasferita a Genova dove è stato aperto un fascicolo contro ignoti.

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