Derivati al Comune di Milano: 4 banche assolte in appello

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Ribaltata la sentenza di primo grado, che aveva condannato per truffa aggravata Deutsche Bank, Ubs, Jp Morgan e Depfa Bank al pagamento di un milione di euro di multa e alla confisca di 89 milioni di euro. Assolti anche 9 funzionari

I giudici della Corte d'appello di Milano ribaltano la sentenza di primo grado con la quale quattro banche estere e nove loro funzionari erano stati condannati per truffa aggravata ai danni del Comune di Milano, in relazione ad operazioni su contratti derivati.  In appello, le banche - Deutsche Bank, Ubs, Jp Morgan e Depfa Bank - sono state scagionate "perché il fatto non sussiste". Per loro l'accusa era quella di aver violato la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. 

La condanna in primo grado - In primo grado le quattro banche erano state condannate al pagamento di un milione di euro di multa e alla confisca di 89 milioni di euro. Con la sentenza di assoluzione la Corte d'Appello di Milano anche la confisca degli 89 milioni e la multa sono state revocate.

La soddisfazione dei legali - Grande soddisfazione tra i legali degli imputati. "Più di una sentenza di assoluzione 'perche' il fatto non sussiste' ci sono solo le scuse" ha commentato Fabio Cagnola, uno degli avvocati di Ubs, mentre secondo Giuseppe Iannaccone, tra i legali di Deutsche Bank,  "la Corte d'appello ha guardato con serenità a questa vicenda e non ha potuto fare altro che evidenziare che quella tra il Comune e le banche era una bella operazione finanziaria".

Il pm Robledo: "Banche hanno versato 455 mln a Comune sulla base del processo"
- "I giudici di primo e secondo grado - ha commentato il procuratore aggiunto, Alfredo Robledo, che ha coordinato le indagini e rappresentato l'accusa nel processo di primo grado - sono magistrati eccellenti. In una materia così nuova e complessa è più  che legittima la diversità di opinioni. Non è un'opinione che esclusivamente a causa del processo le banche abbiano versato 455 milioni al Comune e sulla base delle medesime carte dell'inchiesta, condotta con la guardia di finanza di Milano, trasmesse da questa Procura a Catanzaro la Regione Calabria ha incassato da Nomura, sempre per i derivati, 24 milioni di euro".
Sulla possibilità che la Procura generale faccia appello, il pg Piero De Petris, che
ha rappresentato l'accusa nel secondo grado, si è limitato a dire: "Leggeremo prima le motivazioni e poi valuteremo".

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