Caso Maugeri: rinviati a giudizio Formigoni, Daccò e Simone

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L'ex presidente della Regione Lombardia e attuale senatore di Ncd andrà a processo con altri 9 imputati. L'accusa nei suoi confronti è associazione per delinquere e corruzione. La prima udienza è stata fissata per il 6 maggio

L'ex presidente della Regione Lombardia e attuale senatore di Ncd Roberto Formigoni, accusato di associazione per delinquere e corruzione, è stato rinviato a giudizio con altri 9 imputati per il caso Maugeri. Lo ha deciso il gup di Milano Paolo Guidi.

A giudizio in 10, tra cui Simone e Daccò
- Oltre al senatore del Nuovo Centrodestra, il gup di Milano ha rinviato a giudizio anche l'uomo d'affari Pierangelo Daccò, già condannato in appello a 9 anni per il crac del san Raffaele, l'ex assessore regionale alla Sanità Antonio Simone, sua moglie Carla Vites, e lo storico amico e collaboratore di Formigoni Alberto Perego. Prosciolto invece l'imprenditore Mario Cannata. 

Processo al via il 6 maggio - Il processo comincerà il 6 maggio prossimo davanti ai giudici della decima sezione penale. Secondo l'accusa, la Fondazione Maugeri per anni sarebbe stata favorita, così come l'ospedale San Raffaele, da delibere della Giunta regionale per un totale di circa 200 milioni di euro di rimborsi per prestazioni sanitarie. In cambio di ciò l'ex governatore avrebbe beneficiato di una serie di "utilità" come viaggi e vacanze ai Caraibi pagati da Daccò o l'utilizzo di tre yacht messi a disposizione dal faccendiere, che gli avrebbe anche fatto un maxi sconto nell'acquisto di una villa in Sardegna. In più Formigoni avrebbe ricevuto, sempre da Dacco', finanziamenti per cene e convention al meeting di Cl a Rimini e, sempre secondo l'accusa, 270 mila euro cash.

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