Tangenti, la Cassazione conferma la prescrizione per Penati

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I giudici ribadiscono il non luogo a procedere per l'ex presidente della Provincia di Milano, imputato nell'ambito dell'inchiesta per il cosiddetto "sistema Sesto". Il ricorso per ottenere la piena assoluzione è stato infatti respinto

Confermato il non luogo a procedere per prescrizione dell'ex presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, nell'ambito dell'inchiesta per il cosiddetto "sistema Sesto". La Cassazione ha infatti giudicato inammissibile il ricorso dello stesso Penati contro la prescrizione allo scopo di ottenere la piena assoluzione.

La Sesta sezione penale della Cassazione ha inoltre condannato l'esponente del Pd al pagamento delle spese giudiziarie. La prescrizione riguarda uno dei filoni dell'inchiesta per tangenti per i permessi edilizi della riqualificazione delle aree industriali ex Falck e Marelli, ed era stata chiesta dalla Procura di Monza in seguito alla modifica legislativa intervenuta con la legge anticorruzione, e dichiarata dal tribunale il 22 maggio dello scorso anno. Fin da subito Penati aveva annunciato la volontà di ricorrere per dimostrare la propria estraneità nel processo. Un altro filone dell'inchiesta è tutt'ora vigente a Milano.

"Celebrare il processo mi avrebbe consentito di difendermi e dimostrare la mia innocenza. Contro di me ci sono solo menzogne, ed io non intendo fermarmi. Non rinuncio comunque a dimostrare la mia totale estraneità ai fatti che mi sono stati contestati". Così Penati ha commentato la decisione dei giudici aggiungendo di aver dato incarico ai suoi legali "di promuovere in sede civile tutte le iniziative giudiziarie atte a ristabilire la verità dei fatti, a tutela della mia onorabilità".

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