Piazza della Loggia, processo da rifare per Maggi e Tramonte

Una foto di archivio della strage di Piazza della Loggia
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La sentenza della Cassazione annulla le assoluzioni per i due ex estremisti di destra. Prosciolto definitivamente Delfo Zorzi. Lacrime dei familiari delle vittime della strage di Brescia. La bomba del 1974 uccise otto persone. Oltre 100 i feriti

Dovrà essere celebrato un nuovo processo d'Appello a carico di Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte, due degli imputati assolti in Appello per la strage di piazza della Loggia del 1974. Lo ha stabilito la Cassazione che ha accolto il ricorso della Procura generale di Brescia contro le due assoluzioni. Esce invece definitivamente dal processo Delfo Zorzi, l'ex estremista di destra oggi imprenditore in Giappone. La sua assoluzione diventa dunque definitiva.

Lacrime in aula - La sentenza della Quinta sezione penale della Cassazione, arrivata dopo circa due ore di camera di consiglio, è stata accolta con le lacrime da parte dei superstiti e dei parenti delle otto vittime. "Meglio di così non poteva andare" ha detto commosso Redento Peroni, uno degli oltre 100 feriti dalla bomba piazzata sotto il colonnato. Dopo 40 anni e 11 processi, dunque, non cala il sipario su piazza della Loggia. Carlo Maria Maggi, medico della Giudecca, leader di Ordine Nuovo che avrebbe ideato gli attentati e Maurizio Tramonte, informatore dei Servizi che avrebbe partecipato alle riunioni preparatorie, subiranno dunque un nuovo processo davanti alla Corte d'Assise d'Appello di Brescia.

Cassazione: “No spese processo per le vittime” - La Cassazione, che ha disposto un nuovo processo, ha anche annullato la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Brescia nella parte in cui condannava le vittime, costituitesi parti civili, al pagamento delle spese processuali in ragione dell'assoluzione degli imputati. Il nuovo processo in Appello dovrà anche pronunciarsi su questo punto. E' confermata invece la sentenza nella parte in cui escludeva il risarcimento da parte del generale dei Carabinieri Francesco Delfino. Su questo punto, il collegio della quinta sezione penale della Cassazione non ha accolto le richieste del sostituto procuratore generale Vito D'Ambrosio che aveva chiesto il rinvio in sede civile per il risarcimento ad una delle vittime che aveva presentato ricorso.

Il presidente dell’Associazione delle vittime: “Confermati depistaggi e colpe destra” - La decisione della Cassazione di non chiudere il sipario sulla strage di piazza della Loggia ma anzi di annullare due assoluzioni mostra che "dopo 40 anni i fatti vengono storicamente accertati". Lo sottolinea Manlio Milani, presidente dell'Associazione caduti e sopravvissuti. E aggiunge: "La Cassazione è andata ben oltre le nostre richieste, annullando anche l'assoluzione di Maurizio Tramonte. Questo certifica che nella strage ci sono stati i depistaggi e, a nostro modo di vedere, è importante perché la Cassazione ha voluto dire che Tramonte non aveva solo un ruolo di informatore ma il suo ruolo era ben più pregnante". Milani nella strage del 1974 ha perso la moglie. "Finalmente si certifica fino in fondo che la strage è ascrivibile all'estrema destra e che ci sono stati depistaggi. Dopo 40 anni potremo aprire nuovi discorsi". Il suo auspicio è che a questo punto "il Paese rifletta senza spirito di rivalsa".

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