Fondi Pdl, Procura chiede il rinvio a giudizio per Gasparri

Maurizio Gasparri
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L'ex capogruppo al Senato, ora in Forza Italia, è accusato della presunta appropriazione, nel marzo 2012, di 600mila euro destinati al Gruppo, con i quali avrebbe sottoscritto una polizza sulla vita. Richiesta di rinvio a giudizio anche per Formigoni

Rischio processo per l'ex presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri, attualmente in Forza Italia, per la vicenda della presunta appropriazione, nel marzo 2012, di 600 mila euro dei fondi pubblici destinati al funzionamento del Gruppo e utilizzati, secondo l'accusa, per la sottoscrizione di una polizza a vita a suo nome.
La procura di Roma ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio ed ora la palla passa al gup. Pesante l'accusa: peculato, ma Gasparri, con una memoria presentata nelle more della chiusura indagine, ha ribadito di non essersi appropriato di nulla.

Nel capo di imputazione si precisa che la polizza aveva come beneficiari, in caso di morte dell'assicurato, gli eredi legittimi del parlamentare. Secondo l'accusa Gasparri, l'1 febbraio del 2013, avrebbe proceduto "al riscatto anticipato della polizza", liquidata "in 610.697,28 euro" e successivamente restituito, in due tranche, i 600 mila euro "a seguito di specifiche richieste della Direzione amministrativa del gruppo Pdl".

Gasparri si difende: "Vicenda kafkiana" - Il parlamentare, al quale si contesta un uso privatistico di fondi pubblici, ha definito la vicenda 'kafkiana'. "Non ho sottoscritto alcuna polizza sulla vita - ha detto Gasparri - .Né ho fatto uso improprio delle somme che mi erano destinate quale Presidente del gruppo Pdl al Senato. Ritenevo di aver chiarito e documentato le mie ragioni e la verità dei fatti ma, a quanto pare, questo finora non è bastato. Confido che un esame più sereno e giuridicamente più corretto dei fatti che mi interessano possa consentire una definitiva chiarificazione e la conclusione di una vicenda che definire 'kafkiana' è riduttivo".

Chiesta l'archiviazione per Quagliariello - L'inchiesta sul caso Gasparri costituisce uno sviluppo dei più ampi accertamenti riguardanti la gestione dei fondi del gruppo Pdl al Senato negli ultimi due anni. Il procedimento, in particolare, aveva preso le mosse da alcune segnalazioni di operazioni sospette inviate dalla Bnl, la banca presso la quale era acceso il conto intestato a Gasparri nella qualità di presidente del gruppo, quindi di pubblico ufficiale. Nel quadro degli accertamenti svolti, la Procura, dopo aver esaminato la gestione di circa due milioni e 800 mila euro per l'attività del gruppo, ha anche chiesto l'archiviazione della posizione dello stesso Gasparri e di Gaetano Quagliariello, quest'ultimo in veste di vicepresidente del gruppo. Per gli inquirenti, infatti, non sono emersi "sotto il profilo dell'utilizzazione sistematica del contante e dell'assenza di rendicontazione, dati penalmente rilevanti, non essendovi prova alcuna di impieghi privatistici delle somme movimentate".

Richiesta di rinvio a giudizio anche per Formigoni
- Nella stessa giornata, una richiesta di rinvio a giudizio è arrivata anche per l'ex governatore della Lombardia e senatore di Ncd Roberto Formigoni, nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte tangenti della Fondazione Maugeri. Le ipotesi di reato contestate all'attuale senatore di Ncd, che ha sempre respinto ogni addebito, sono corruzione e associazione a delinquere.

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