T4C, il network italiano che traduce le cartelle pediatriche

Un'infermiera alle prese con una cartella clinica (Getty Images)
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Più di 700 traduttori e medici iscritti e 140 mila visite in un anno. Translators4Children è un progetto gratuito che offre la traduzione dei documenti clinici di bambini malati, primo passo obbligatorio per curarli in un paese straniero

di Pietro Pruneddu

Silvia, il nome è di fantasia, ha bisogno di essere operata in Germania. Daniel e Margareta fanno avanti e indietro dalla Bosnia agli ospedali italiani. Come altri bambini malati in tutto il mondo, per essere curati hanno bisogno di una cartella clinica tradotta nella lingua del Paese che li ospiterà. Per colmare questa lacuna, Marco Squicciarini, dottore italiano specialista in odontostomatologia, ha creato Translators4Children, un network nel quale vengono tradotte gratuitamente le cartelle mediche pediatriche di piccoli pazienti.

La genesi di T4C – “L’idea è nata per caso", racconta Squicciarini: "Dovevo tradurre in inglese un libro sulla disostruzione per farne un audiolibro per ciechi. Cercai qualche traduttore disponibile e ottenni 200 risposte. Pensai quindi di proporre a queste persone un progetto per aiutare le famiglie in difficoltà”. E a settembre 2012 nacque Translators4Children. Chi ha bisogno d’aiuto mette online la propria richiesta e il network fornisce interpreti, medici ed esperti che traducono ("senza acquisizione di dati sensibili") le cartelle cliniche. “Il primo caso fu un bambino con un tumore che aveva cartelle in croato e cirillico, ma per essere accettato in altri ospedali necessitava di una traduzione in inglese”.

Un anno e mezzo di vita – La Rete è cresciuta in fretta. Nel primo giorno online arrivarono seimila contatti. Dopo sedici mesi di attività sono già 140 mila, da 85 diverse nazioni.  “Lo staff di traduttori e medici è composto da professionisti selezionati. Al momento si sono iscritti quasi 800 esperti, tra cui 68 pediatri di ogni specializzazione, che mettono a disposizione tempo e competenze”. Translators4Children opera con la tecnica del “doppio check”, ovvero due gruppi separati di traduttori lavorano sullo stesso dossier, poi i risultati vengono comparati con la supervisione di un medico specializzato. “Molte sono cartelle di bambini che devono venire in Italia a curarsi. Una traduzione, però, può costare anche migliaia di euro”.

Non solo cartelle cliniche – Il sito è disponibile anche in inglese, francese, russo, tedesco e spagnolo. A breve saranno online anche le versioni in cinese e arabo. Il network è dotato di 12 chatroom interattive che consentono un tramite diretto tra le famiglie, gli ospedali e gli interpreti. T4C è anche una fonte d’aiuto per le associazioni: ha aiutato a tradurre lo scambio di lettere tra i bambini siriani di Aleppo e quelli italiani, oppure una favola per bambini in inglese realizzata per i malati di Sma (sindrome amiotrofica spinale). In altre situazioni la traduzione ha riguardato aspetti burocratici: “Quando l’ong Emergenza Sorrisi, che si occupa di bambini affetti da malformazioni del volto, ha portato in Italia un bambino dal Benin serviva una dichiarazione giurata francese-italiano e ce ne siamo occupati noi”.

Riconoscimenti e sviluppi – Translators4Children è stato riconosciuto come progetto etico dalla Sioi, l’Associazione Italiana per le Nazioni Unite  guidata da Franco Frattini, già Ministro degli Affari Esteri. Ha inoltre il patrocinio della Federazione italiana medici pediatrici e dell’Unwg (l’Associazione delle Donne delle Nazioni Unite). “Abbiamo scoperto che nel mondo non esiste un progetto simile”, spiega il dottor Squicciarini. "Grazie alla buona volontà delle persone, finora, abbiamo aiutato tante persone".

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