Processo Meredith, Amanda: "Non tornerò mai in Italia"

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La ragazza di Seattle in un'intervista concessa dopo la sentenza: "Come essere travolta da un treno. Ho bisogno dell'aiuto di tutti". L'ipotesi di estradizione? "Mi rivolgerò alla Corte Suprema". Intanto a Udine è stato ritirato il passaporto di Sollecito

Per Amanda Knox la notizia della nuova condanna per l'omicidio di Meredith Kercher è stata come "essere travolta da un treno": lo ha raccontato lei stessa nella sua prima intervista alla Abc dopo la sentenza della Corte d'assise d'appello di Firenze che l'ha condannata a 28 anni e sei mesi di reclusione per l'omicidio di Meredith Kercher. "Non potevo credere a quello che stava succedendo", ha spiegato in lacrime la 26enne di Seattle, "aspetto le motivazioni, ma è stata una cosa orribile. Ora ho bisogno dell'aiuto di tutti".

"Pronta a ricorrere alla Corte suprema"
- "La mia prima reazione è stata: "Oh no, questo è sbagliato, non è possibile, è una cosa orribile", ha insistito Amanda, che indossava una maglietta rosa e aveva i capelli corti. Quanto alla possibile estradizione in Italia, ha ribadito che si opporrà con tutte le sue forze: "Non sono preparata, non potrò mai desiderare di tornare in quel luogo, ma aspetto di leggere le motivazioni. Voglio combattere fino alla fine". La giovane americana ha confermato di aver inviato attraverso gli avvocati una lettera ai familiari di Meredith: "Auguro a loro ogni bene", ha dichiarato. Alla domanda se si senta pronta ad affrontare un'estradizione, Amanda ha risposto: "Non lo sono, prima che questo accada mi rivolgerò alla Corte suprema". "Davvero non mi aspettavo che succedesse. Speravo in qualcosa di meglio dal sistema giudiziario italiano. Prima mi hanno giudicata innocente, come possono ora definirmi colpevole oltre ogni ragionevole dubbio?", ha attaccato Amanda.

Difesa di Amanda punta su cattivo funzionamento della giustizia in Italia - La difesa della Knox è stata molto incentrata sul cattivo funzionamento della giustizia in Italia. Per Amanda il problema delle ingiustizie giudiziarie, ha spiegato Ted Simon, l'avvocato delal Knox, "è diventata una questione molto personale". Simon ha dunque definito "prematuro" parlare di estradizione perché c'è ancora un altro processo da fare, perché non ci sono forti prove di colpevolezza e perché questo caso è stato caratterizzato da una "profonda ingiustizia". Interpellato su come Amanda stia vivendo questa situazione, il suo avvocato ha tenuto a sottolineare "l'incredibile resistenza e forza" della giovane americana.

Ritirato passaporto a Sollecito - In Italia intanto a Raffaele Sollecito è stato ritirato il passaporto. Il giovane si trovava in provincia di Udine. "Ho fatto un giro in Austria. Poi sono rientrato in Italia. Mi sono fermato lì a riposare" ha dichiarato alla squadra mobile di Firenze che gli ha notificato il divieto di espatrio.

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