Mafia, omicidio De Mauro: Riina assolto anche in appello

1' di lettura

Confermata la sentenza di primo grado per il boss accusato del sequestro del giornalista, scomparso a Palermo nel 1970. Il caso era stato riaperto dopo le parole di un pentito secondo cui il cronista era venuto a conoscenza dei progetti del golpe Borghese

La corte d'assise d'appello ha confermato l'assoluzione per il boss Totò Riina accusato di essere il mandante e l'organizzatore del sequestro e dell'omicidio di Mauro De Mauro. Il giornalista del quotidiano L'Ora di Palermo fu prelevato sotto casa la sera del 16 settembre 1970 e non è mai stato ritrovato.
L'accusa in appello aveva chiesto la condanna all'ergastolo.

Il caso riaperto nel 2001 -
Il caso De Mauro, a suo tempo archiviato, era stato riaperto nel 2001 dopo le dichiarazioni del pentito Francesco Di Carlo, secondo cui la mafia aveva deciso di eliminare il giornalista perché era venuto a conoscenza dei progetti del golpe Borghese, in cui era coinvolta Cosa nostra. Di Carlo, ex boss di Altofonte che peraltro deporrà giovedì nel processo per la trattativa Stato-mafia (tutti i video), aveva dichiarato che De Mauro fu ucciso e che venne sepolto alla foce del fiume Oreto.

L'assoluzione in primo grado -
Questa ricostruzione non aveva retto già nel processo di primo grado, in cui l'accusa era stata sostenuta dall'allora procuratore aggiunto Antonio Ingroia: a 10 anni dalla riapertura delle indagini, Riina era stato infatti assolto dalla Corte di assise il 10 giugno del 2011. Una decisione adesso confermata in appello. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni.

Leggi tutto