Ruby ter, indagati Berlusconi e i suoi legali

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L'ipotesi di reato per il Cavaliere è corruzione in atti giudiziari. Sotto inchiesta 45 persone, tra cui alcune ragazze delle feste ad Arcore. L'ex premier: "Giustizia ingiusta". Bruti liberati in conferenza stampa scherza sulla giustizia a orologeria

Silvio Berlusconi e i suoi difensori, gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo, sono indagati a Milano nell'inchiesta cosiddetta Ruby ter, un nuovo filone sul caso che nasce in seguito alle motivazioni dei giudici sui procedimenti Ruby e Ruby bis, in cui sono stati condannati il Cavaliere e Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora.

Corruzione in atti giudiziari l'ipotesi di reato
- L'iscrizione nel registro degli indagati segue la trasmissione degli atti da parte del tribunale di Milano con l'ipotesi di corruzione in atti giudiziari, in particolare dei testimoni. Indagate anche la stessa Ruby e alcune delle ragazze che hanno partecipato alle serate ad Arcore perché, come ha indicato il Tribunale, sarebbero state corrotte dall'ex premier, condannato in primo grado a 7 anni di carcere e all'interdizione dai pubblici uffici per concussione e prostituzione minorile, per testimoniare a suo favore nei processi. In tutto le persone iscritte nel registro degli indagati sono 45 (FOTO), tra cui anche alcuni politici e il cantante Mariano Apicella.
Secondo quanto indicato dalla quinta sezione penale del Tribunale di Milano nelle motivazioni della sentenza Ruby bis il Cavaliere sarebbe stato "colui che elargiva le somme di denaro", circa 2500 euro al mese per ciascuna delle 18 ragazze, ora indagate per falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari, che hanno preso parte alle serate di Arcore.
Tra i reati contestati alle 45 persone indagate, oltre a corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza anche quello di rivelazione di segreto inerente al procedimento penale.

Bruti Liberati: "Atto dovuto"
. E scherza su giustizia a orologeria - "Si è proceduto alla dovuta iscrizione nel registro notizie di reato, ora saranno fatte le indagini necessarie e non credo che ci sia una ragione per procedere con il rito immediato" ha fatto sapere il procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati che in conferenza stampa, facendo suonare la sveglia del suo telefono, ha scherzato sulla cosiddetta "giustizia a orologeria". Il procuratore ha poi reso noto che non sarà Ilda Boccassini a seguire l'inchiesta. "Mi ha segnalato che ha altri impegni più pressanti in questo momento". L'indagine è affidata al procuratore aggiunto Pietro Forno e al pm Luca Gaglio.



Berlusconi: "E hanno il coraggio di chiamarla giustizia" - Intanto, mentre arriva la notizia della nuova indagine che coinvolge Silvio Berlusconi, il Cavaliere è tornato ad attaccare i giudici. "Chiunque in Italia voglia vedersi riconosciuta da un magistrato una propria ragione deve aspettare anni ed anni. Talvolta un decennio e più. E hanno il coraggio di chiamare tutto ciò giustizia. Nell'Italia di oggi potremmo tranquillamente dire che la legge è ugualmente ingiusta per tutti i cittadini" ha affermato in un messaggio ad un convegno di giuristi pubblicato sulla sua pagina Facebook.
"Chiariremo in tempi rapidi la sua totale estraneità" ha invece dichiarato a Sky TG24 il suo legale nel processo Ruby ter, Federico Cecconi (VIDEO).

Ghedini-Longo: "Indagati per atto dovuto" - "In relazione alla notizia della nostra avvenuta iscrizione nel registro degli indagati nel procedimento cosiddetto Ruby ter, si deve osservare che si tratta di un atto dovuto in relazione alle indicazioni prospettate nel processo cosiddetto Ruby bis" dichiarano gli avvocati Piero Longo Niccolò Ghedini. I due legali aggiungono: "E' auspicabile che la Procura, che nulla aveva rilevato di antigiuridico nel corso dei dibattimenti, voglia procedere ad una rapida valutazione del materiale in atti da cui non potrà che derivare una richiesta di archiviazione".


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