L’Aquila, Cialente ritira le dimissioni: “Lo vuole la città”

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Il sindaco aveva lasciato dopo l’inchiesta su presunte tangenti nella ricostruzione post sisma, in cui non è indagato. “I cittadini mi chiedono di tornare per difendere la nostra immagine” spiega a Sky TG24. E nomina come vice l’ex procuratore Trifuoggi

“Avevo dato le dimissioni perché avevo visto una reazione abnorme sia nei confronti della mia persona sia della città. Avevo pensato che il mio passo indietro potesse salvaguardare l’immagine della città. Invece dopo le mie dimissioni sono aumentati gli attacchi all’immagine della città. La città mi crede in modo imponente. Mi ha colpito una frase di una signora che mi ha fatto molto riflettere su come dovessi comportarmi. Mi ha chiesto dove fosse il mio senso di responsabilità. Mi ha fatto capire che noi dobbiamo salvare l’immagine della città”. Così il sindaco de L’Aquila Massimo Cialente, intervistato a Sky TG24, spiega la decisione di ritirare le sue dimissioni presentate lo scorso 11 gennaio in seguito all’inchiesta su presunte tangenti negli appalti per la ricostruzione del post sisma. Un’indagine in cui sono coinvolti, fra gli altri, il suo ex vice sindaco, Roberto Riga, subito dimessosi dall'incarico, l'ex assessore Vladimiro Placidi, all'epoca dei fatti tra il 2009 e il 2011, assessore alla ricostruzione e il dirigente comunale Mario Di Gregorio. Cialente, invece, non è stato mai indagato.

“Ho chiesto all’ex capo della Procura di Pescara Nicola Trifuoggi di fare il vicesindaco” ha poi aggiunto. “Ripartiamo e abbiamo bisogno adesso di parlare all’Italia”. E sulla ricostruzione ha sottolineato: “Se qualcuno ha sbagliato pagherà. Noi siamo stati gente onesta e trasparente. Io non mi sono mai accorto di nulla”. Nella conferenza stampa in cui ha annunciato di aver ritirato le sue dimissioni Cialente ha sottolineato: "Sono tornato. Un nuovo inizio, una nuova fase. Sono qui a difendere la città”

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