Fondi Piemonte, i pm: rinvio a giudizio per Cota

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La Procura di Torino, che indaga sulle spese pazze in Regione, chiede di mandare a processo il governatore e altri 37 consiglieri. Lui si difende: "Io limpido, farò valere le mie ragioni". Chiesta l'archiviazione per Mercedes Bresso

La procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio del presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, nell'inchiesta sull'uso dei fondi dei gruppi consiliari a Consiglio regionale del Piemonte. Stesso provvedimento è stato proposto per 37 consiglieri. L'accusa per tutti è di peculato. La scorsa settimana, Cota - alla guida della Regione da quasi quattro anni - ha detto che continuerà a fare il governatore nonostante il Tar regionale abbia dichiarato nullo l'esito delle elezioni regionali del 2010.

Chiesta l'archiviazione per Bresso - Giovedì 16 gennaio, intanto, sono partite le richieste di rinvio a giudizio per i consiglieri regionali del Piemonte indagati dalla procura di Torino per le spese pazze dei gruppi consiliari. I pm hanno inoltre chiesto al gip l'archiviazione per l'ex governatore Mercedes Bresso e l'esponente di Sel Monica Cerutti. E' stata invece stralciata la posizione di Andrea Stara, del gruppo "Insieme per Bresso", indagato per peculato, per il quale i pm intendono svolgere ulteriori accertamenti.

Cota: "Io limpido" - "Riaffermo la correttezza delle mie azioni e la limpidezza delle mie intenzioni, farò valere le mie ragioni con forza ed in ogni sede". Così il governatore del Piemonte, Roberto Cota, sulla sua richiesta di rinvio a giudizio per i rimborsi. Il governatore ribadisce la sua "totale estraneità a interessi di carattere economico". E aggiunge: "Prendo atto senza alcuna sorpresa della richiesta di rinvio a giudizio presentata dai pubblici ministeri". Nessun commento invece sulla richiesta di archiviazione dell'indagine di Mercedes Bresso. "Rinvio alla lettura delle disinvolte e benevole motivazioni del colpo di spugna. Registro che nessun esponente di una parte politica andrà a giudizio".

Spese pazze in Regione - L'inchiesta riguarda le spese sostenute con i fondi dei gruppi consiliari regionali. Iniziata nel 2012, ha coinvolto 56 consiglieri. Peculato, truffa e finanziamenti illecito ai partiti i reati ipotizzati a vario titolo dagli inquirenti. Le contestazioni più gravi nei confronti di 43 consiglieri regionali, raggiunti nei mesi scorsi dagli avvisi di chiusura indagini, passo che di norma precede la richiesta di rinvio a giudizio. Sono molte infatti le indagini in corso sull'utilizzo dei contributi da parte dei gruppi consiliari regionali: nel mirino 16 regioni su 20.

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