Tav, tre molotov davanti casa del senatore Pd Esposito

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Il politico è un sostenitore della linea ad alta velocità. In una lettera minatoria, trovata nella buca delle lettere, frasi del tipo "farai bum bum". Lui: "Se costretto a una vita blindata lascio la politica"

Tre bottiglie molotov e una lettera minatoria sono state trovate nella mattina di lunedì 13 gennaio di fronte all'abitazione a Torino del senatore del Pd Stefano Esposito, uno dei più grandi sostenitori della Tav Torino Lione. A notare il sacchetto contenente gli ordigni incendiari è stato un vicino di casa, che ha dato l'allarme. Il biglietto con le minacce era invece nella buca delle lettere e conteneva frasi del tipo "Caselli non può proteggerti" e "farai bum bum". Nel testo ci sarebbero anche minacce ad altri politici, ma nessuna rivendicazione. Ad allarmare gli inquirenti però alcune frasi nella lettera che farebbero riferimento a un incontro che Esposito ha avuto venerdì proprio sotto casa sua e che farebbe ritenere che i movimenti del politico siano sotto controllo. Gli investigatori hanno sequestrato i filmati delle telecamere della zona. Già in passato il senatore Esposito è stato oggetto di minacce per il suo impegno a favore della Torino-Lione.

Esposito: "Se costretto a una vita blindata lascio la politica" - Dopo l’ennesima intimidazione ai suoi danni, il vicepresidente della Commissione Trasporti si dice pronto a lasciare: "Non vivo solo, ho tre figli piccoli, una bimba di tre mesi, una moglie. Non so se ho più voglia di far vivere loro questo stillicidio. Sto seriamente pensando che forse dovrò accettare l'invito e tornarmene a lavorare in prefettura, basta che possa far stare tranquilla la mia famiglia".

I messaggi di solidarietà - Immediate sono arrivate le attestazioni di solidarietà nei confronti di Esposito. "La pericolosa insistenza con cui l'onorevole Stefano Esposito viene preso di mira da atti di minaccia non è tollerabile" ha detto il sindaco di Torino Pietro Fassino, auspicando che "le indagini portino a scoprire i responsabili al più presto".
Anche il ministro per i Trasporti Maurizio Lupi ha espresso la propria solidarietà al senatore del Pd, affermando anche che "sulla Tav Il governo non arretra di un millimetro. I politici, gli amministratori locali, le imprese, i lavoratori che si stanno impegnando per la costruzione di questa infrastruttura strategica per il Piemonte, per l'Italia e per l'Europa ci hanno avuto e ci avranno sempre al loro fianco". Gianni Cuperlo, presidente dell'assemblea del Pd ha affermato che "con Stefano continueremo a difendere la legalità contro la violenza e a perseguire, con tutti, nel confronto politico, il dialogo rispettoso."
Il senatore di Sel Massimo Cavallini, contrario alla linea di alta velocità, ha detto che le diversità di idee sul tema "devono essere uno stimolo a perseverare nel confronto democratico e non un pretesto per sfoghi antidemocratici da parte di forze oscurantiste che lavorano per la disgregazione e la paura".

Restano in carcere attivisti No Tav arrestati a dicembre - Intanto il tribunale del Riesame di Torino ha confermato l'arresto per i quattro attivisti No Tav in carcere dallo scorso 9 dicembre per l'assalto l cantiere del 14 maggio 2013. Confermata anche l'ipotesi di reato di attentato con finalità terroristiche formulata dai pm Antonio Rinaudo e Andrea Padalino.

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