Strage di Caselle, confessa il convivente dell'ex domestica

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L'uomo, un pregiudicato di 56 anni, sarebbe il responsabile del triplice omicidio avvenuto in una villetta del Paese. Il movente sarebbe un debito di 500 euro. Il figlio delle vittime: "I carabinieri e i magistrati hanno fatto un ottimo lavoro"

Svolta nelle indagini sulla strage di Caselle Torinese (foto). Nel corso della notte i carabinieri del Nucleo Investigativo del capoluogo piemontese hanno fermato un uomo di 56 anni, pregiudicato di Torino.
Sarebbe lui il responsabile del triplice omicidio consumato nella villetta degli Allione il 3 gennaio. L'uomo, convivente dell'ex domestica che aveva lavorato per 5 anni presso le vittime, (e in seguito allontanata forse perché sospettata di un furto), ha confessato. Anche la posizione della donna sarebbe ora al vaglio degli inquirenti. Ma l'uomo, come hanno riferito gli inquirenti, sostiene però di aver agito da solo e di aver preso 100 euro. Il triplice assassinio sarebbe avvenuto per ragioni economiche.

Omicidio per motivi economici
- Nella conferenza stampa i carabinieri hanno spiegato che il triplice omicidio è stato commesso per motivi economici. L’uomo fermato voleva rubare del denaro dalla casa degli Allione, ha riferito il procuratore Sandro Ausiello, aggiungendo che il pregiudicato ha inizialmente negato e in un secondo momento confessato il delitto. 
Dalla ricostruzione dei carabinieri, l'uomo sarebbe entrato nella villetta della famiglia Allione con una scusa e cioè per spiegare loro perché non riusciva a restituire un prestito. Avrebbe preso un caffè insieme alle vittime e poi si sarebbe allontanato per mettere a segno il furto. Dopo alcuni minuti il raptus omicida. L'arrestato ha colpito con il tagliacarte prima Claudio Allione, 66 anni, e la moglie Maria Angela Greggio, 65 anni, poi la suocera, Emilia Campo Dall'Orto, 94 anni. Quest'ultima è stata coperta con un lenzuolo "in segno di rispetto", quasi come se l'omicida si fosse pentito di averla uccisa.

Fondamentale il contributo del figlio delle vittime - La svolta nelle indagini è arrivata nella giornata di martedì 7 gennaio, quando il figlio degli Allione, tornato alla villetta di Caselle per andare a prendere i cani (che al momento del ritrovamento dei corpi erano chiusi in cantina) e portarli a un amico perché se ne prendesse cura, ha scoperto in una buca non distante da casa alcune tazzine da caffè, che sarebbero state portate via dalla casa dei genitori. Vicino, c'era anche un guanto in lattice. E' stato il figlio stesso ad avvisare i carabinieri, che hanno quindi sequestrato e repertato tutto il materiale.
Il suo contributo alle indagini è stato "fondamentale". Domenico Mascoli, comandante del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Torino, ha spiegato che "grazie al sopralluogo del Ris siamo riusciti a restringere il campo, ma per individuare il responsabile è stato fondamentale l'aiuto del figlio delle vittime".

Maurizio Allione: "Ottimo lavoro inquirenti" - "I carabinieri e i magistrati hanno fatto un ottimo lavoro, non ho mai dubitato in loro": così Maurizio Allione, il figlio e nipote delle tre vittime della strage, ha commentato il fermo nella notte del presunto autore del triplice omicidio.
"Sono sempre stato convinto - ha aggiunto Maurizio attraverso il suo avvocato, Stefano Castrale - che credessero nella mia innocenza".

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