Stamina, nessun miglioramento nei pazienti in cura a Brescia

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Trasmesse al comitato del ministero della Salute 36 cartelle cliniche: nella gran parte dei casi si registrano situazioni stazionarie o, talvolta, peggioramenti. Ma nessun effetto collaterale. Intanto a Torino si va verso la chiusura delle indagini

Non c'è nessuna prova di miglioramento dei pazienti trattati a Brescia con il metodo Stamina. E' quanto emerge dalle 36 cartelle cliniche inviate dagli Spedali Civili della città lombarda al comitato istituito dal ministero della Salute. I documenti erano stati trasmessi proprio per valutare il controverso metodo a base di cellule staminali mesenchimali.

In alcuni casi registrati peggioramenti -
Le cartelle, aggiornate al 25 novembre, riportano nella gran parte dei casi situazioni stazionarie o, talvolta, peggioramenti. Nei rari casi in cui si citano presunti progressi clinici si fa riferimento a documentazioni presentate dagli stessi genitori dei pazienti, come nel caso di una coppia che ha fornito un video che testimonierebbe i miglioramenti a livello motorio della figlia. Dalle cartelle, in ogni caso, non si evincerebbero effetti collaterali di rilievo.

La procura di Torino verso la chiusura delle indagini -
Intanto la Procura di Torino non sarebbe orientata a chiedere ulteriori proroghe per l'inchiesta sulla Stamina Foundation, i cui termini stanno per scadere. Già nei prossimi giorni il pm che conduce  l'inchiesta, Raffaele Guariniello, ricevuti gli esiti della consulenza commissionata a un gruppo di medici farmacologi potrebbe inviare gli avvisi di chiusura indagine alle persone coinvolte nell'inchiesta tra cui Davide Vannoni. Per Vannoni la Procura di Torino il 2 dicembre scorso ha chiesto il rinvio a giudizio con l'ipotesi di reato per tentata truffa in merito ai fondi chiesti alla Giunta regionale del Piemonte, mentre il 20 dicembre il pm Raffaele Guariniello ha ipotizzato il reato di associazione per delinquere finalizzata alla somministrazione di farmaci imperfetti e pericolosi per la salute pubblica, nonché alla truffa.

I documenti a favore del metodo -
Nonostante le novità emerse nelle scorse settimane, Guido De Barros, il papà di una delle bambine trattate con il metodo Stamina, promette di mostrare ai giornalisti sabato 28 nuovi documenti: si tratterebbe di certificati medici di neurologi, neuropsichiatri ed altri specialisti che attesterebbero miglioramenti ottenuti dai bambini che hanno effettuato le infusioni.

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