Tentata concussione, arrestato sindaco nel Casertano

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Pretendeva da un imprenditore titolare del servizio di una mensa scolastica un braccialetto di diamanti che avrebbe dovuto regalare a un fantomatico giudice. A incastrare il primo cittadino di Sant'Arpino alcune intercettazioni telefoniche. AUDIO

Con la scusa di discutere dei problemi dei bambini affetti da celiachia avrebbe tentato di costringere un imprenditore titolare di una mensa scolastica a regalargli un braccialetto di diamanti. Il sindaco di Sant'Arpino, in provincia di Caserta Eugenio Di Santo, è stato arrestato dai Carabinieri per tentata concussione. 44 anni, oltre ad essere il sindaco di Sant'Arpino, Di Santo è anche un consigliere provinciale dell'Udc. Al secondo mandato consecutivo, fu eletto per la prima volta nel 2008 con la lista "Alleanza democratica" e rieletto lo scorso 27 maggio con la stessa lista civica.

L'indagine che ha portato all'emissione dell'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari è stata emessa dal gip del tribunale di Napoli Nord, dopo alcuni mesi di indagini. A inchiodare  il primo cittadino intercettazioni ambientali e telefoniche e videoriprese, dalle quali emergerebbe la sua condotta nei confronti dell'imprenditore aggiudicatario del servizio di una mensa scolastica.

Il sindaco, a quanto rilevato dagli investigatori, avrebbe organizzato diversi incontri con il legale rappresentante della società, con lo stratagemma di discutere di menu ad hoc per bambini affetti da celiachia, problematica poi rivelatasi inesistente. In particolare il primo cittadino avrebbe giustificato la sua richiesta di ricevere un braccialetto di diamanti del valore di circa 2-3mila euro o l'equivalente in contanti spiegando che avrebbe dovuto farne dono a un fantomatico giudice. La richiesta è stata ribadita anche nell'ultimo incontro, che è stato intercettato dai Carabinieri, durante il quale il primo cittadino ha tentato di fare leva sull'imprenditore, aggiudicatario del contratto in via provvisoria per gli anni 2013-2014 con un'offerta al ribasso, rammentandogli di lavorare sempre in prospettiva, per gli anni successivi.

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