Concordia, Schettino dopo l'urto: "Cosa ho combinato". AUDIO

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Prosegue il processo per il naufragio della nave, costato la vita a 32 persone. Ascoltate le conversazioni in plancia al momento dell'impatto. La testimonianza dell'ufficiale Ciro Ambrosio: "Il comandante era distratto"

"Che cosa ho combinato". Così Francesco Schettino, la sera del 13 gennaio 2012, subito dopo l'urto della Costa Concordia sugli scogli dell'Isola del Giglio. L'audio con le parole del comandante è stato fatto ascoltare, martedì 17, a Grosseto nel corso del processo per il naufragio che ha provocato la morte di 32 persone e numerosi feriti.

A testimoniare Ciro Ambrosio, l'ufficiale che passò i comandi della nave a Schettino prima dell'impatto: "Sono qua per rispetto dell'autorità giudiziaria e per rispetto dei morti - ha detto -, io ho già chiarito tutto, sono uscito dal processo avendo patteggiato 1 anno e 11 mesi". A proposito di quanto accaduto la sera del naufragio ha spiegato che il comandante era distratto: "Era al telefono con Palombo, anche se avevo finito la mia guardia, ritenni di dover riprendere il comando io così detti ordini al timoniere per iniziare l'accostata al Giglio, l'isola si stava avvicinando".

Durante l'udienza sono state ascoltate anche le risate in plancia di comando registrate dalla scatola nera. Schettino disse "Otherwise we go on the rocks", "Altrimenti andiamo sulle rocce", dopo i malintesi e le correzioni dei suoi ordini che non vennero correttamente compresi dal timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin due volte.

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