Lazio, lo strano caso degli uffici fantasma del Creia

1' di lettura

Dal 2010, i Centri regionali di Educazione Ambientale sono costati 60 milioni. Per il responsabile sono in fase di chiusura ma sul sito della Regione non c'è l'atto. L'assessore: "Chiusi entro il 2013". M55: "Assumifici". INCHIESTA DI SKY TG24

Si chiamano Creia e sono nati nel 2004 per promuovere lo sviluppo sostenibile nel Lazio. La sede del coordinamento si trova nel parco della Carfarella, a Roma. Solo dal 2010 a oggi, la Regione per queste strutture ha impegnato circa 60 milioni di euro e ne ha erogati effettivamente quasi 10. Il coordinamento Creia però nello stesso periodo ha speso quattro volte tanto, senza contare gli altri costi come quello del personale.

Per il responsabile della struttura, Mauro Antonelli, sono in fase di chiusura. Eppure sul sito della Regione non si trova l'atto che dichiara la fine del coordinamento. Il sito stesso, creia. it, che oggi appare disabilitato, fino a qualche giorno fa, prima dell'intervista rilasciata da Antonelli a Rosa Praticò, era online con l'elenco delle attività svolte. Secondo il Movimento 5 stelle non ci sono dubbi: "Si tratta di un assumificio". Il sindacato dei dirigenti della Regione lazio, Direr, si è invece rivolto al Tar per chiedere la documentazione sulla procedura di assunzione di 19 dirigenti.

Ma l'assessore all’Ambiente Fabio Refrigeri, a Sky TG24 spiega: "Entro fine anno questa esperienza finisce.Stiamo ultimando la fase di chiusura che è iniziata quando siamo entrati ad aprile, maggio di quest’anno. Se i Creia siano stati degli assumifici – ha spiegato l’assessore - io non lo so. Non posso rispondere perché fino al 9 aprile di quest’anno facevo il sindaco di Poggio Mirteto. Bisogna chiedere a chi c’era prima" (VIDEO).


Leggi tutto