Tornano i "forconi": proteste da Nord a Sud, rischio blocchi

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Alta tensione per la protesta che scatterà nella serata di domenica 8 dicembre e che rischia di provocare una paralisi. Allerta del Viminale, anche per il rischio infiltrazioni. Il Garante: "Pronto a sanzioni se ci saranno violazioni"

Da Torino ad Agrigento. La tensione è alta. La preannunciata protesta dei “forconi” partirà ufficialmente solo nella serata di domenica 8 dicembre dalla Sicilia, ma gli effetti negativi hanno già iniziato a farsi sentire, anche se uno dei leader del Movimento Mariano Ferro assicura che non vi saranno blocchi, almeno nell'isola.
Il Viminale è in allerta non solo per evitare il collasso della circolazione ma anche per il rischio di infiltrazioni da destra, compresa quella degli ultrà, al quale si aggiunge l'allarme su "recrudescenze mafiose" levato dal ministro per la pubblica amministrazione Gianpiero D'Alia. Scritte minatorie contro i trasportatori che lunedì saranno al lavoro e contro la Cna sono infatti comparse a macchia d'olio in diverse città e località della Sicilia.

Potrebbe andare avanti a oltranza - Nessuna certezza sulla durata di questa rivolta camuffata, come apertamente la definiscono in molti. Chi dice che durerà fino al 13 dicembre, chi sostiene che andrà avanti ad oltranza. Indetto dal movimento politico siciliano dei Forconi - guidato da Mariano Ferro, agricoltore di Avola - insieme ad altre sigle del piccolo associazionismo antitasse e antieuropeista, il fermo potrebbe svilupparsi in cento punti di presidio autostradale lungo tutta l'Italia. In gioco c'è la paralisi dei trasporti e del rifornimento delle merci. Come avvenne nel 2012, al debutto dei Forconi, quando si svuotarono gli scaffali dei supermercati. Ora sarebbe peggio, con il Natale alle porte, e la crisi che ha già ridotto i consumi.
Qualora si dovessero verificare violazioni della legge nel fermo dell'autotrasporto, l'Autorità garante degli scioperi ha assicurato che "non esiterà ad applicare le sanzioni"

Code ai benzinai, tensioni a Torino - Per il timore di rimanere a secco, ci sono state code alle pompe di benzina in Sicilia, e a Torino, davanti ai centri commerciali, sono scattati i picchetti per costringere i negozianti alla serrata. Nel capoluogo piemontese, Cna, Cia e Confagricoltura hanno chiesto tutela al prefetto Paola Basilone che ha messo in campo una task force. Sul fronte dell'ordine pubblico, il Viminale già sa che dovrà fare i conti con Forza Nuova e Casapound che hanno dato via web la loro adesione invitando chi li segue a manifestare con il tricolore ma senza etichette, come chiedono Ferro e soci.

Allerta del Viminale - In attesa di valutare le proporzioni dell'agitazione, il ministero ha emanato una circolare ai prefetti che ha esortato i funzionari a non tollerare assembramenti e blocchi, e a procedere agli sgomberi. "Ci è arrivata la comunicazione da parte delle Prefetture di Catania, Ragusa, Siracusa e Messina che dice che ci è vietato tutto", ha commentato Ferro aggiungendo: "non possiamo adeguarci: siamo disponibili a farci arrestare".

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