Protesta Coldiretti, Brennero bloccato per il made in Italy

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Migliaia di agricoltori e allevatori hanno manifestato, fermando i tir alla frontiera, contro il cibo di bassa qualità importato e spacciato come nostrano. Moncalvo a Sky TG24: "Un prodotto su tre non è italiano". Con la crisi chiuse 140mila ditte

Migliaia gli agricoltori e gli allevatori hanno invaso nella amttinata del 4 dicembre la frontiera del Brennero tra Italia e Austria per la mobilitazione La battaglia di Natale: scegli l'Italia, promossa da Coldiretti per difendere il settore da importazioni di bassa qualità spacciate come italiane. I manifestanti hanno fermato i camion per sapere quale merce arriva e dove va a finire e hanno chiesto, con cartelli indirizzati agli automobilisti in transito, di sostenere la proposta di etichettatura obbligatoria per tutti i prodotti alimentari. Piusttosto espliciti, gli striscioni: "615mila maiali in meno in Italia grazie alle importazioni alla diossina dalla Germania", "1 mozzarella su 4 è senza latte", "Il falso prosciutto italiano ha fatto perdere il 10% dei posti di lavoro", "Fuori i nomi di chi fa i formaggi con caseine e cagliate".

"Un prodotto su tre non è italiano" - Il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, ha spiegato a Sky TG24: "Non è possibile avere chiari i dati sulle importazioni di prodotti che ogni giorno entrano in Italia. Questa è una cosa assolutamente da correggere. Abbiamo bisogno di rendere evidenti i dati delle importazioni per dimostrare ciò che è veramente italiano e ciò che lo diventa magicamente per una norma sbagliata. Un prodotto su tre non è italiano perché l’origine non è garantita in etichetta. Oltre la metà della spesa che fanno gli italiani ogni giorno non ha l’origine del prodotto agricolo dentro la confezione. Questa è una cosa da modificare. C’è una legge in Parlamento pronta ma ferma. Mancano i decreti attuativi".

Dal 2007 chiuse 140 mila aziende – La Coldiretti, sulla base dei dati Unioncamere relativi ai primi nove mesi del 2013 rispetto all’inizio della crisi del 2007, ha reso noti anche i dati delle aziende e delle stalle che hanno chiuso in Italia a causa della concorrenza sleale dei prodotti di minor qualità importati dall’estero che vengono spacciati come Made in Italy. Si parla di 140 mila ditte e stalle. “Solo nell'ultimo anno - sottolinea Coldiretti - sono scomparse 32.500 stalle e aziende agricole e persi 36mila occupati nelle campagne, con impatti devastanti sulla sicurezza alimentare ed ambientale dei cittadini. La chiusura di un'azienda agricola significa infatti maggiori rischi sulla qualità degli alimenti che si portano a tavola e minor presidio del territorio, lasciato all'incuria e alla cementificazione”.

De Girolamo a Sky TG24: “Made in Italy è un’occasione per uscire dalla crisi” - Alla mobilitazione della Coldiretti ha preso parte anche il ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo. "Il made in Italy è la grande occasione per il nostro Paese per uscire dalla crisi" ha detto a Sky TG24 sottolineando che la protesta si sta svolgendo in modo civile. E ha aggiunto: "Occorre insistere specialmente per quanto riguarda la tracciabilità in modo tale da consentire agli agricoltori italiani di essere protetti. Soprattutto dobbiamo tutelare i consumatori finali che devono sapere da dove arrivano i prodotti e che cosa mangiano".

Le critiche di Confindustria - E alle parole del minsitro ha reagito Confindustria, che si è detta "sconcertata per il comportamento del ministro delle politiche agricole, che con la sua presenza al valico del Brennero alla mobilitazione di protesta della Coldiretti, ha dimostrato di non tenere in debita considerazione tutte le disposizioni Ue che regolano l'originalità dei prodotti agroalimentari".

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