Prato, incendio in una fabbrica: ci sono almeno 3 indagati

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Il procuratore capo, Piero Tony, a Sky TG24: si tratta di "3-4 persone". Il reato più grave di cui sono accusate è "quello di omissione cautele per la sicurezza sul posto di lavoro". Migliorano intanto le condizioni di due intossicati scampati al rogo

"Tre-quattro persone" sono indagate per l'incendio scoppiato domenica 1 dicembre in una fabbrica di Prato che ha provocato la morte di sette cittadini cinesi (FOTO - VIDEO). Lo ha confermato a Sky TG24 il procuratore capo di Prato, Piero Tony. "Il reato più grave" che viene contestato agli indagati, aggiunge il magistrato, è quello di "omissione cautele per la sicurezza sul posto di lavoro".

"Non è escluso il coinvolgimento di italiani" -
Il rogo si è sviluppato in un capannone adibito anche a dormitorio. Secondo il procuratore capo, le persone sotto accusa sono cittadini cinesi, "ma non escludo che si arrivi (anche) a persone di nazionalità italiana", ha aggiunto. Il magistrato ha anche detto che in quattro anni nella città, storica capitale italiana del tessile, sono stati sequestrati 40.000 macchinari non in regola.    

Migliorano le condizioni dei due intossicati - Intanto sono in condizioni stabili, in leggero miglioramento, i due cinesi ricoverati in rianimazione all'ospedale Nuovo di Prato, scampati al rogo. I due erano arrivati all'ospedale con un'intossicazione da monossido (senza alcuna ustione) di gravità tale da creare un "appesantimento" delle funzioni respiratorie. Uno dei due uomini è in "significativo miglioramento", non è più intubato e respira autonomamente. L'altro è ancora intubato ma sta migliorando. E' stata invece dimessa ieri 2 dicembre la moglie di uno dei due uomini, fa sapere ancora la Asl, che presentava problemi respiratori.

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