Concordia, la teste: mi dissero di dire che era un black-out

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A Grosseto, nel processo sul naufragio della nave da crociera, è stata sentita l'assistente che invitò i passeggeri a tornare in cabina: "Feci l'annuncio che mi ordinarono di fare", racconta. Il legale di Schettino: "Non diede lui quell'ordine"

E' ripreso a Grosseto il processo per il naufragio della Costa Concordia (lo speciale). Sul banco dei testimoni è il turno nuovamente di alcuni componenti del personale di bordo che era in servizio al sera del 13 gennaio 2012 quando la nave andò a incagliarsi sull'Isola del Giglio.

La teste: "Mi dissero di dire ai passeggeri che era un problema elettrico"
- Tra le prime a parlare ai giudici, Jacqueline Elisabeth Abbad Quine, spagnola, assistente del direttore di crociera. Fu lei che la sera dell'incidente diede ai passeggeri indicazioni durante lo sbarco. "Ho fatto l'annuncio ai passeggeri, quello che mi hanno detto di fare: 'abbiamo un problema elettrico ai generatori'", ha raccontato la spagnola piangendo più volte. La testimone è la stessa visibile nei video girati dai passeggeri radunati nell'area dopo l'urto della nave e il blackout che fece accendere le luci di emergenza. "Il mio compito era calmare i passeggeri e di avviarli all'imbarco", spiega la teste. "Chiamavo il mio capo, il direttore di crociera Francesco Raccomandato, che mi rispose: l'equipaggio sta spaventando i passeggeri. Dì all'equipaggio che si deve tornare nelle cabine". Poi "feci il mio primo annuncio ai passeggeri in italiano, inglese e spagnolo". Sempre Jacqueline Abad ricorda, tra l'altro, che "c'erano bambini abbracciati ai genitori, due bimbi si erano persi e col mio staff li cercavamo". E mentre piange spiega: "Rivivere tutto daccapo è veramente pesante".

Il video amatoriale che mostra Jacqueline Elisabeth Abbad Quine fare l'annuncio ai passeggeri:



Zattere non aperte perché non veniva l'ordine dal comando" - L'ordine di abbandono della nave, ricorda ancora la teste, "fu dato dal comandante in seconda Bosio: abbandonare la nave e stare calmi, disse in italiano e inglese". "I passeggeri urlavano, volevano imbarcarsi subito". La testimone ricorda anche, nelle fasi dell'abbandono, di una "zattera gonfiabile che l'equipaggio non apriva perché, mi dicevano, che aspettavano l'ordine del comando, che telefonavano ma non rispondeva nessuno dal ponte di comando". Poi Jacqueline ricorda di aver contribuito a formare "la catena umana" e di essere salita su una lancia "con 150 persone, tutte le lance erano strapiene". "Quando la mia lancia è arrivata, ho visto la nave che si ribaltava, ho avuto tanta paura, io ero salva ma pensavo a chi era a bordo". "Io sono devota al Signore della Misericordia e gli ho detto: 'Adesso vieni te. E mi dici cosa fare. Non so cosa fare, adesso vieni te e mi dici cosa fare per aiutare tutti questi passeggeri".

Raccomandato: "Non diedi io l'ordine di rientrare nelle cabine" - Riguardo all'invito ai passeggeri di rientrare in cabina ha poi parlato in aula il superiore di Jacqueline, Francesco Raccomandato, che ha negato di aver "detto alla mia assistente di dire ai passeggeri di tornare nelle cabine" ma "siccome era pericoloso far rimanere le persone nelle muster station", "credevo che fosse meglio si distribuissero nei saloni, luoghi di riunione più sicuri" e che si "procurassero indumenti caldi e medicine". Rispetto invece all'informazione che si trattasse solamente di un black-out, Raccomandato ha spiegato di aver avuto il consenso dal comandante Schettino. "Potei parlare col comandante e gli dissi 'Cosa diciamo agli ospiti?'. E lui mi rispose dandomi il consenso a dire che c'era un blackout,che stavamo lavorando e di mantenere la calma".

Legale di Schettino: "Comandante non diede quell'ordine" - In una pausa dei lavori, inoltre, il legale di Francesco Schettino, Domenico Pepe, ha affermato che l'ordine di rientrare nelle proprie cabine "non venne certamente dato su ordine del comandante Schettino. Forse sara' stato dato da qualcun altro dell'equipaggio". "Ci auguriamo soltanto che non ci siano state vittime tra coloro che sono rientrati in cabina - ha proseguito il legale - a seguito di questo ordine che, ripeto, non e' stato dal comandante".

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