P3, rinvio a giudizio per 17 persone

Flavio Carboni, uno degli imputati del processo per la P3
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Imputati accusati di aver messo in piedi un'organizzazione segreta per condizionare il funzionamento degli organi costituzionali. Stralciata la posizione di Verdini, Dell'Utri e Cosentino, in attesa della decisione della giunta per le autorizzazioni

Rinvio a giudizio per l'uomo d'affari Flavio Carboni, l'imprenditore Arcangelo Martino, l'ex giudice tributarista Pasquale Lombardi e altre 14 persone coinvolti, a seconda delle posizioni, nell'inchiesta sulla P3 e in altri filoni minori. Lo ha deciso il gup Elvira Tamburelli che ha disposto il processo anche per il Governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci e l'ex primo presidente della Cassazione Vincenzo Carbone. Il processo avrà inizio il 9 aprile prossimo davanti alla quarta sezione penale del tribunale di Roma.

Accusati di aver tentato di condizionare organi costituzionali - Carboni, Lombardi, Martino e altri 9 imputati sono accusati dalla procura di aver "costituito, organizzato e diretto un'associazione per delinquere diretta a realizzare una serie indeterminata di delitti di corruzione, abuso d'ufficio, illecito finanziamento, diffamazione e violenza privata" e caratterizzata "dalla segretezza degli scopi, dell'attività e della composizione del sodalizio e volta a condizionare il funzionamento di organi costituzionali e di rilevanza costituzionale, nonché apparati della pubblica amministrazione dello Stato e degli enti locali".

Posizione dei parlamenti stralciata in attesa di decisione giunta per le autorizzazioni - Il presidente della Regione Sardegna, dal canto suo, risponde di concorso in abuso d'ufficio assieme a Carboni e a Ignazio Farris perché avrebbe deliberato, su istigazione del primo, la nomina del secondo alla carica di direttore generale dell'Arpa Sardegna, con un ingiusto vantaggio patrimoniale per il nominato e un danno per gli aspiranti alla stessa carica, in violazione della legge vigente. Questo episodio e quello della P3 sono contestati anche al parlamentare del Pdl, Denis Verdini e all'ormai ex senatore Marcello Dell'Utri, la cui posizione, assieme a quella dell'altro politico, Nicola Cosentino, è stata stralciata dal giudice in attesa che la giunta per le autorizzazioni si pronuncia sull'utilizzo delle intercettazioni.

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